SIGNA – Il cimitero di San Mauro torna a far parlare di sé e probabilmente ne avrebbe fatto anche “volentieri” a meno. È quasi un grido di allarme quello che lancia. Di “dolore” sicuramente. Anzi, senza quasi, visto che a far tornare di nuovo alla ribalta della cronaca una vicenda ormai annosa, sono alcuni cittadini che hanno i propri cari sepolti nelle tombe che si trovano sui due lati della struttura. Per capirsi meglio sia sulla destra che sulla sinistra del cimitero una volta all’interno. Quelle “interdette” a tutti perché “puntellate” da anni. Quelle dove non è possibile neanche avvicinarsi per lasciare un fiore e dove il degrado è evidente.
Li abbiamo incontrati questa mattina. Più “scorati” che arrabbiati, ma non di certo rassegnati. La riprova più evidente del loro scoramento, fra le altre, da quello che ci raccontano, è un sacchetto blu con dei rifiuti raccolti dopo avere provato a ripulire un po’ il terreno nei pressi delle tombe dei loro familiari e che “a distanza di un mese è ancora lì dove lo abbiamo lasciato”. Ma è sufficiente “affacciarsi” al di là della barriera che vieta l’accesso alle sepolture per ammirare da vicino uno spettacolo sicuramente non degno di questo nome: erba alta, bottiglie di plastica, cartacce, quasi come se fosse un grande cestino a cielo aperto. Anche in questo caso senza quasi. E ancora: pezzi di marmo caduti a terra, spacchi nelle mura che delimitano il perimetro del cimitero, una situazione insomma che giustifica appieno tutto lo scoramento dei cittadini.
Un problema di cui abbiamo parlato spesso su Piananotizie, anche in termini più positivi. Come quando, per esempio, nel dicembre scorso venne ufficializzata la notizia di “un contributo straordinario di 100.000 euro per la messa in sicurezza e la riqualificazione strutturale del cimitero di San Mauro a Signa” da parte della Regione. Una goccia in mezzo al mare con ogni probabilità. Con i “puntelli” a sorreggere le tombe per motivi di sicurezza che ormai fanno parte a pieno titolo del camposanto visto che sono lì da quasi dieci anni. “E’ una situazione insostenibile, per i nostri cari ma anche per chi, come noi e tanti altri, viene al cimitero per ricordarli, anche nella preghiera. Sarebbe auspicabile che chi è chiamato a intervenire, lo facesse in tempi rapidi. Soprattutto per evitare che la situazione peggiori ulteriormente… “, concludono amareggiati.



