Vinattieri: “Forza Italia, “Family day” e le istituzioni che non sono “cosa loro”…”

SIGNA – Non c’è dubbio che il dibattito in corso sulla “tradizionalità” della famiglia e le unioni civili resta uno di quelli che spacca più di altri l’opinione pubblica. Sabato 30 è in programma a Roma al Circo Massimo il “Family day” e il capo gruppo di Forza Italia/Rinasce Signa Gianni Vinattieri spiega il perchè della sua partecipazione all’iniziativa di dopo domani nella capitale. Ma non solo. “Sabato parteciperò al Family day” organizzato a Roma per ribadire la centralità della famiglia: contro il Ddl Cirinnà che surrettiziamente cerca d’introdurre sotto forma di unioni civili il matrimonio omosessuale. Nel merito la situazione è abbastanza chiara. L’articolo 29 della Costituzione (“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”) definisce il matrimonio come l’unione di un uomo e una donna. Il Cirinnà cerca invece di aggirarlo con furbizia: si basa sull’articolo 2  e sulla definizione di “formazioni sociali” ma poi disegna un impianto tipico dell’istituto matrimoniale fra componenti dello stesso sesso. E con la cosiddetta “stepchild adoption” apre all’adozione da parte di unioni omosessuali: omologando, di fatto, le presunte unioni civili a un matrimonio omosessuale. E se da una mediazione che introduca nell’ordinamento giuridico le “unioni civili” è accettabile, il matrimonio omosessuale (con relativa possibilità di contrarre le adozioni) e la sua pretesa di parificare situazioni diverse è assolutamente da respingere”.

E ancora: “Parteciperò al “Family day” non solo come privato cittadino, ma anche come rappresentante del gruppo consiliare Forza Italia/Rinasce Signa e sulla base di una netta presa di posizione del Coordinamento provinciale e del Coordinamento comunale di Signa di Forza Italia. Alla base delle rivendicazioni omosessuali ci sono ragioni politiche precise: c’è una sinistra che ha fallito storicamente a cui non resta che la “relativizzazione”, “neutralizzazione” e “sterilizzazione” di tutto: si relativizza il matrimonio, l’uomo, la donna, Dio, principi e valori, le istituzioni”.

Vinattieri poi entra nel merito della questione: “Partendo dalla relativizzazione delle istituzioni, mi collego a quanto successo sabato 23 gennaio, con lo svilimento del Comune di Signa nella sua dimensione, appunto, istituzionale. Il Comune, infatti, ha inviato in sua rappresentanza con la fascia tricolore un consigliere di maggioranza a sostegno delle manifestazioni a sostegno dei diritti omosessuali e del Ddl Cirinnà. Una concezione padronale, arrogante, svilente, e da “cosa loro” del Comune. Che abdica alla sua dimensione di riferimento di tutti i cittadini signesi al di là delle posizioni partitiche, ideali e religiose. Una concezione padronale che indebolisce e scredita le istituzioni democratiche. E se da un lato si critica Maroni che fa scrivere sul Pirellone “Family day”, dall’altro non si può con disinvoltura trasformare il Comune in un comitato propagandistico. Un atteggiamento, d’altronde, che è indice di una cultura antidemocratica che si è manifestata più volte dall’inizio del mandato, come quando Pd, M5S e Sinistra per Signa hanno approvato, con il solo voto contrario del gruppo consiliare che rappresento, l’istituzione del registro dei testamenti biologici comunale. Registro che non è previsto per legge e che per avere valore deve essere istituito dal legislatore nazionale. Registro comunale, quindi, inutile ed inutilizzabile avente l’unica funzione di pubblicità e propaganda di rivendicazioni ideologiche: ancora una volta le istituzioni usate, piegate, svilite a mero strumento di pubblicità e propaganda”.