25 aprile, Campi Bisenzio celebra gli 81 anni dalla liberazione: un programma tra memoria, pace e difesa della Costituzione

CAMPI BISENZIO – Due giorni densi di appuntamenti. Sono quelli che la sezione campigiana di Anpi, intitolata a Lanciotto Ballerini, e Comune di Campi Bisenzio organizzano per il 25 aprile. Con l’invito a “tutti i cittadini a partecipare, ricordando che non fu la stessa cosa combattere per una causa o per l’altra: ottantuno anni fa […]

CAMPI BISENZIO – Due giorni densi di appuntamenti. Sono quelli che la sezione campigiana di Anpi, intitolata a Lanciotto Ballerini, e Comune di Campi Bisenzio organizzano per il 25 aprile. Con l’invito a “tutti i cittadini a partecipare, ricordando che non fu la stessa cosa combattere per una causa o per l’altra: ottantuno anni fa vinsero i giusti e da quella vittoria nacque l’Italia democratica che oggi dobbiamo continuare a difendere e migliorare”.

Questo il programma: venerdì 24 aprile alle 14.30 alla Limonaia di Villa Montalvo il convegno sul tema “Disarmiamoci”, promosso dal Comune di Campi Bisenzio in collaborazione con Rete Bds Firenze e Rete Italiana Pace e Disarmo. Alle 21, invece, al Teatrodante Carlo Monni lo spettacolo teatrale “Quello che rimane” di Tommaso Santi, con Andrea Bacci e regia di Massimo Bonechi. Sabato 25 aprile alle 21, sempre al Teatrodante Carlo Monni, replica dello spettacolo “Quello che rimane”. Alle 8.30, cimitero comunale, omaggio solenne alla tomba di Lanciotto Ballerini, Guglielmo Tesi, Tosca Fiesoli e ai deportati di Capalle. Alle 10 alla Pieve di Santo Stefano Santa Messa e partenza per Valibona (ritrovo presso il tiro a piattello alle Croci di Calenzano). Alle 11 in piazza Matteotti cerimonia istituzionale con partenza del corteo cittadino. Alle 14 a Valibona marcia della pace con la bandiera della pace lunga 1 chilometro, “simbolo del nostro impegno per un futuro senza conflitti”.

Case, luoghi, affetti, identità dopo la perdita tra memoria individuale e memoria collettiva: è questo “Quello che rimane”, lo spettacolo scritto da Tommaso Santi e diretto da Massimo Bonechi, che andrà in scena al Teatrodante Carlo Monni. In scena Andrea Bacci (nella foto) interprete di un monologo intenso e carico di memoria, che prende avvio da un’immagine privata per aprirsi a una riflessione collettiva sulla storia e sulle sue conseguenze, un’indagine sul rapporto tra passato e presente, tra storia e ricordo, restituendo voce a chi non è tornato e a chi ha continuato a vivere portando dentro di sé il peso dell’assenza. “È un lavoro a cui tengo molto – dice Andrea Bacci – e che mi permette di ripercorrere certi racconti che ho ascoltato da chi c’era. Il nostro intento è stato quello di essere il più fedele possibile a quelle emozioni, perché anche il pubblico le provi e non dimentichi che le guerre sono tutte uguali: lasciano vittime, macerie, silenzio e ferite anche in chi rimane”.

Siamo nel 1970: dalla finestra del nuovo appartamento assegnatogli dopo un esproprio, un uomo osserva la distruzione della casa paterna. Da qui si sviluppa un flusso di ricordi che riporta indietro nel tempo, fino agli anni drammatici della guerra, tra occupazione nazi-fascista, bombardamenti e rastrellamenti che hanno segnato profondamente il tessuto umano e sociale di un’intera città. Al centro una famiglia che, anche dopo la fine del conflitto, non ha mai potuto ritrovare una vera pace. Il dolore per la perdita di un figlio, catturato e deportato nei campi tedeschi senza fare ritorno, diventa simbolo di una ferita collettiva che continua a vivere nella memoria. Attraverso una narrazione che alterna dimensione intima e prospettiva storica, lo spettacolo restituisce il peso del passato e la difficoltà di elaborare il lutto in un contesto segnato dalla violenza e dalla distruzione. La storia, pur essendo di fantasia, si radica in un accurato lavoro di ricerca, fatto di interviste e raccolta di testimonianze legate alla seconda guerra mondiale e alla liberazione.