Solomon e il “frullatore” delle polemiche politiche. E Montelatici replica al circolo Avs Campi-Le Signe

CAMPI BISENZIO – Non si placano, soprattutto nella Piana, le polemiche sul nome di Manor Salomon, nuovo calciatore della Fiorentina, e sulle parole che avrebbe pronunciato nei confronti del popolo palestinese. Polemiche che nei primi giorni dell’anno sono schizzate, sia sui mezzi di comunicazione che sui social, come se fossero uscite da un frullatore. Un […]

CAMPI BISENZIO – Non si placano, soprattutto nella Piana, le polemiche sul nome di Manor Salomon, nuovo calciatore della Fiorentina, e sulle parole che avrebbe pronunciato nei confronti del popolo palestinese. Polemiche che nei primi giorni dell’anno sono schizzate, sia sui mezzi di comunicazione che sui social, come se fossero uscite da un frullatore. Un frullatore di dichiarazioni, prese di posizione, repliche e controrepliche. Fra queste anche quella del presidente del consiglio comunale campigiano, Antonio Montelatici, in contrapposizione a quanto detto in precedenza dall’assessore alla cultura del Comune di Sesto Fiorentino, Jacopo Madau (Solomon in viola: per l’assessore Madau “non è il benvenuto”. Montelatici: “Parole indegne per chi ha una carica pubblica” – Piana Notizie), che ha palesato tutto il suo “sgradimento” verso il calciatore israeiliano. Quello che ne è scaturito è stato un dibattito “arcigno”, con i social – come poteva essere diversamente, ci mancherebbe… – a recitare la parte del padrore e dove non sono mancate le parole fuori luogo. A tornare in questi giorni sulla vicenda è stata Carla Pieraccini, coordinatrice del circolo Avs Campi-Le Signe, che ha attaccato lo stesso Montelatici, che ha risposto così: “Apprendo con dispiacere che per Carla Pieraccini, segretario di Avs, come per tanti altri prima di lei, il termine “sionismo” ha una valenza negativa. Fa riflettere che, per un’antifascista dichiarata come lei, l’autodeterminazione del popolo ebraico rappresenti un problema. La critica, legittima oltre che necessaria, a Netanyahu e al Governo di Israele non può, infatti, sfociare nel boicottaggio dei cittadini israeliani, né tantomeno nella delegittimazione dello Stato ebraico. Chi non comprende tale sostanziale differenza non ha cuore la dignità umana, come, invece, dice di avere”.