Gli stranieri residenti in Toscana sono 440.000, +3,7% rispetto al 2023. A Prato l’incidenza più alta d’Italia (22,9%)

FIRENZE – Sono 440.000 gli stranieri residenti nella nostra regione, quasi il 4 per cento in più rispetto al 2023, e l’immigrazione in Toscana torna a crescere. A Prato l’incidenza più alta d’Italia (22,9%). Questi alcuni dei dati contenuti nel dossier statistico immigrazione a cura di Idos presentato questa mattina a Firenze in Cgil Toscana alla […]

FIRENZE – Sono 440.000 gli stranieri residenti nella nostra regione, quasi il 4 per cento in più rispetto al 2023, e l’immigrazione in Toscana torna a crescere. A Prato l’incidenza più alta d’Italia (22,9%). Questi alcuni dei dati contenuti nel dossier statistico immigrazione a cura di Idos presentato questa mattina a Firenze in Cgil Toscana alla presenza di Tania Benvenuti (Coordinamento immigrazione Cgil Toscana), Luca Di Sciullo, presidente Idos, Maurizio Brotini, presidente Ires-Cgil Toscana, Alessandra Nardini, assessore regionale, Francesco Paletti, referente del Centro Studi Idos per la Toscana, Alberto Tassinari, ricercatore Ires-Cgil Toscana, Federico Russo, Università del Salento, e Anna Maria Romano, segretaria Cgil Toscana.

Da 424.066 stranieri residenti a 439.789. Aumenta per il terzo anno consecutivo l’immigrazione in Toscana: dopo il +2,1% del 2022 e dell’anno successivo, infatti, nel 2024 la popolazione straniera è salita di un ulteriore 3,7%, una quota corrispondente a quasi 16mila persone, almeno stando ai dati provvisori diffusi dall’Istat nel corso dell’anno. Diversamente dal 2023, quando l’incremento era stato determinato soprattutto dal numero limitato di stranieri che avevano lasciato la Toscana, quindi da una maggiore propensione al radicamento, la crescita del 2024 sembrerebbe, invece, la conseguenza di una ripresa della mobilità e della capacità attrattiva del territorio regionale dato che, bilancio demografico alla mano, l’aumento di quasi 16mila stranieri residenti a fine anno è assorbito pressoché interamente dal saldo migratorio con l’estero (+26.332, con 29.306 “nuovi” stranieri registrati in anagrafe), al netto delle 13.373 acquisizioni di cittadinanza italiana che, logicamente, abbassano il numero degli stranieri residenti. Nel 2024 il numero di occupati stranieri ha sfiorato quota 214mila, il massimo storico registrato in Toscana, per un’incidenza del 12,8% sugli occupati totali. L’incremento dell’occupazione straniera è dovuto prevalentemente alla dinamica della componente femminile (+14mila), con un contributo che rimane comunque positivo anche per quella maschile (+6mila). Inoltre i lavoratori stranieri continuano ad essere impiegati nel lavoro manuale non specializzato in percentuale largamente maggiore agli italiani (24,6 contro 7,2%), mentre sono molto più raramente occupati come dirigenti o in professioni intellettuali e tecniche (10% contro il 37,8% degli italiani). Un sesto (16,4%) delle imprese è a titolarità immigrata. A Prato il record nazionale (34,3%)

L’altra novità è che, la distribuzione territoriale dei nuovi migranti non ha riguardato solo l’area fiorentino-pratese, principale e tradizionale bacino d’insediamento della popolazione straniera, ma anche e soprattutto la fascia costiera, in particolare quella centro settentrionale. In termini percentuali, infatti, l’incremento maggiore è stato realizzato dalla provincia di Massa Carrara (+6,7%), che per il secondo anno consecutivo è la prima delle province toscane per aumento percentuale di cittadini stranieri. Seguono Arezzo (+4,5%), Firenze (+4,3%) e Prato (+4,1%), ma anche Lucca ( +4,0%), non a caso territorialmente limitrofa alla provincia apuana. In un quadro economico di crescita a dir poco timida, con un aumento del Pil regionale dello 0,6% – in linea con l’incremento medio nazionale (0,7%)- più che la capacità attrattiva dei principali settori dell’economia, l’aumento della popolazione straniera, in particolare nella fascia costiera, ha molto a che fare con le direttive del Ministero dell’Interno in materia di redistribuzione degli sbarchi che obbligano le imbarcazioni impegnate nei salvataggi nel Mediterraneo meridionale, a lunghi viaggi verso i porti dell’Italia centro-settentrionale dove i migranti possono essere finalmente accolti. Al riguardo il protagonismo della provincia di Massa Carrara, molto rilevante nel 2023 con 22 sbarchi per un totale di 1.103 persone, è stato marcato anche nel 2024, nonostante il drastico calo degli arrivi sulle coste italiane, dato che al porto di Marina di Carrara sono arrivati 708 migranti in 12 diversi sbarchi. Ma una situazione simile interessa pure la provincia di Livorno: al porto della città labronica, infatti, nel corso del 2024 sono arrivate 711 persone, in aumento rispetto alle 525 dell’anno precedente.

Diversamente da ciò che ci si potrebbe attendere, però, queste tendenze non si riflettono nei dati sulle presenze di migranti nelle strutture d’accoglienza toscane: a giugno 2024, infatti, vi erano ospitati 9.985 persone (l’81.,7% delle quali nei cosiddetti “Cas e in altri”, i centri governativi), appena 197 in più (+2,0%) rispetto a dicembre 2023. Il motivo, verosimilmente, è che gli arrivi dell’anno precedente – +37,6% tra il 2022 e il 2023, passando da 7.1135 a 9.788 migranti ospitati – hanno pressoché esaurito i posti del sistema d’accoglienza regionale. L’incremento dei cittadini residenti stranieri residenti ne ha ulteriormente accresciuto il peso su totale della popolazione della regione: in Toscana, infatti, è straniero il 12,0% di tutti gli iscritti in anagrafe (contro l’11,6% del 2023), un’incidenza ampiamente superiore alla media nazionale (9,2%). A spingere in alto il dato, sono soprattutto Prato, che con una percentuale del 22,9% si conferma la prima provincia d’Italia per incidenza della popolazione straniera, e Firenze (13,8%). Tutti gli altri territori, invece, si pongono al di sotto della media regionale.
La distribuzione per continenti e per principali paesi Paesi di provenienza, infine, è analoga a quella degli anni precedenti: quasi la metà (45,3%) degli stranieri “toscani” è europeo (di cui il 22,8% di un Paese Ue e il 21,3% dell’Europa centro centro-orientale), quasi un terzo asiatico (31,2%), un sesto africano (16,5%) e il 6,9% americano. La comunità più numerosa è quella della Romania (16,8% della popolazione immigrata) seguita da Cina (16,2%), Albania (13,2%), Marocco (6,7%) e Senegal e Ucraina (entrambe 3,2%).

Sebbene in misura minima, anche nell’anno scolastico 2023/2024 gli studenti stranieri sono cresciuti passando dai 72.769 a 73.5784, per un incremento di appena l’1,1% nell’arco di dodici mesi. Si tratta di una crescita molto lieve, ma non irrilevante, per due motivi principali: in primo luogo perché , in uno scenario di crisi demografica, che particolarmente acuta in Toscana, il pur timido aumento della componente straniera sulla popolazione studentesca rappresenta l’unico elemento in grado di compensare, almeno parzialmente, la perdita complessiva di alunni che continua ormai da più di un decennio. Anche nell’anno scolastico 2023/24, infatti, il numero totale degli studenti è sceso dell’1,4%. In secondo luogo perché è il secondo anno consecutivo di crescita dopo la flessione di iscritti stranieri registrata nel biennio della pandemia, motivo per cui si può immaginare che i motivi che avevano provocato tale flessione siano ormai superati.