SESTO FIORENTINO – L’edificio della ex filiale del Monte dei Paschi di Siena in via Cavallotti è oggetto di una interrogazione in consiglio comunale della Lega che chiede al Comune di “avviare un serio confronto con la banca per arrivare al recupero dell’immobile”. “Via Cavallotti è il cuore di Sesto Fiorentino. – spiega il capogruppo della Lega Daniele Brunori – È il salotto buono della città, o almeno lo dovrebbe essere. Purtroppo, negli ultimi anni, quel salotto appare sempre più trascurato e in continua decadenza. L’esempio più evidente di questo declino è l’ex filiale di Banca Toscana, poi Monte dei Paschi di Siena: un immobile simbolo, chiuso e abbandonato da oltre dieci anni, nel pieno centro cittadino. Uno stabile vuoto, preda del degrado e di episodi di vandalismo, che rappresenta una vera e propria ferita nel cuore della città”.
“Parliamo di uno spazio strategico, – prosegue Brunori – che un tempo garantiva anche un importante passaggio pedonale verso via Dante, contribuendo alla vitalità del centro storico. Oggi quello stesso spazio è chiuso, degradato e sottratto alla vita cittadina, con effetti evidenti sul decoro urbano e sulla percezione di sicurezza. Le condizioni dell’edificio sono state segnalate più volte al Comune”. “È noto che l’immobile sia di proprietà del Monte dei Paschi di Siena – prosegue Brunori – ma questo non può diventare un alibi per l’inerzia del Comune. Dopo oltre un decennio di abbandono è doveroso sapere quali iniziative siano state intraprese, se esista un’interlocuzione reale con la proprietà e se ci sia una prospettiva concreta di recupero. Giovedì in consiglio comunale verranno chieste risposte puntuali all’amministrazione”. E ancora: “Credo sia un dovere istituzionale – sottolinea Brunori – avviare finalmente un confronto serio con la banca per arrivare al recupero dell’immobile e alla riapertura del passaggio pedonale verso via Dante, restituendo alla città un luogo che oggi è soltanto simbolo di decadenza. Il centro di Sesto non può permettersi di perdere pezzi. Continuare a ignorare una ferita così evidente significa accettare il declino. – conclude Brunori – Via Cavallotti deve tornare a essere davvero il salotto buono della città, non un monumento all’abbandono”.
