Mense. Brunori (Gruppo Misto) “Difendere l’operato di Qualità e Servizi è incomprensibile”

SESTO FIORENTINO – “Di fronte a numeri così evidenti, continuare a minimizzare o addirittura difendere l’operato di Qualità e Servizi è incomprensibile. Il Comune smetta di difendere l’indifendibile e affronti finalmente il problema”. Così Daniele Brunori riferendosi alla relazione sul secondo semestre 2025 della società che gestisce il servizio mensa. Secondo il consigliere del Gruppo […]

SESTO FIORENTINO – “Di fronte a numeri così evidenti, continuare a minimizzare o addirittura difendere l’operato di Qualità e Servizi è incomprensibile. Il Comune smetta di difendere l’indifendibile e affronti finalmente il problema”. Così Daniele Brunori riferendosi alla relazione sul secondo semestre 2025 della società che gestisce il servizio mensa. Secondo il consigliere del Gruppo Misto, i dati contenuti nel documento restituiscono un quadro preoccupante: “ricavi inferiori alle attese, – dice – una perdita che supera i 500 mila euro e circa 68.000 pasti in meno rispetto al budget . Numeri che evidenziano una difficoltà strutturale, non un episodio isolato. A questi si aggiungono i dati sulla qualità del servizio: 60 non conformità e 45 reclami nel solo semestre, oltre 100 criticità complessive . Un livello di segnalazioni che conferma un disagio diffuso tra utenti e famiglie. Nella stessa relazione si parla esplicitamente della necessità di ricostruire la fiducia”. Un passaggio che, secondo Brunori, “certifica senza ambiguità che quella fiducia è stata persa”. “La vicenda della salmonella avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta – prosegue Brunori –. Invece, da allora i problemi si sono accumulati e oggi ci troviamo di fronte a un’azienda che fatica a reggere sia sul piano economico che su quello del servizio”.

Secondo Brunori “il modello attuale non è più sufficiente. Che l’azienda sia in difficoltà lo testimonia il fatto anche di aver eluso la convocazione nella commissione di controllo, sfruttando la fine della consiliatura”. E afferma che “il quadro economico appare inoltre sostenuto da componenti straordinarie, come il possibile rilascio del fondo legato alla salmonella e la capitalizzazione di costi del personale, senza le quali la situazione sarebbe ancora più critica”. “Il tema centrale resta uno: il servizio ai bambini. Serve una mensa che sia sana ma anche appetibile, più vicina alle esigenze delle famiglie e meno condizionata da impostazioni rigide che non aiutano il gradimento”. “Di fronte a questi numeri – conclude Brunori – serve un cambio deciso nella gestione. Perché qui non si tratta solo di conti economici, ma della fiducia di un’intera comunità”.