PRATO – Atto Primo Salute Ambiente Cultura, Onda Organismo Nazionale Difesa Alberi, tutela Fauna e Comitato Cittadini Liberi La Querce: sono le associazioni che hanno voluto prendere posizione in merito alla notizia dei giorni scorsi e relativa alla piantumazione di oltre mille alberi sul territorio pratese per contrastare l’inquinamento (Più di mille alberi sul territorio pratese. Gli interventi si concluderanno entro il mese di novembre – Piana Notizie). “Vogliamo puntualizzare – spiegano – che un albero assorbe tra i 10 e i 40 kg di anidride carbonica all’anno, con stime comuni di circa 20-25 kg/anno per un esemplare adulto in buone condizioni. Calcolando che si tratta di piante nuove che necessitano di un certo tempo per crescere e quindi la loro capacità di assorbimento non raggiungerà neppure i 10kg per anno, che nel caso di 1.043 esemplari farebbe comunque 10,43 tonnellate. Quindi ci vorranno decenni prima di arrivare a stoccare la quantità di anidride carbonica citata”.
“Le alberature interessate per questi piantumazioni non rappresentano specie ad alto fusto e ampia chioma come invece il tiglio, il platano, l’ontano nero, il leccio, ma anche il cerro o la tamerice esemplari indicati per il verde urbano, che hanno la capacità di assorbire una grande quantità di anidride carbonica, e che sono classificati come alberi antinquinamento dall’Ibimet, Istituto di biometeorologia del Cnr di Bologna, ente che ha redatto una classifica degli esemplari arborei capaci di fornire maggiori risultati in aree fortemente inquinate. Gli alberi a chioma folta ed espansa – aggiungono – hanno una grande area fogliare per cui non solo accrescono tutti i benefici ecosistemici, ma aumentano notevolmente la copertura a terra. Non è importante quindi la quantità, quanto la qualità delle specie arboree utilizzate. E non solo”.
Per poi concludere: “Gli alberi in città rappresentano dei veri e propri presidi sanitari. Oltre a piantare specie adatte a un determinato territorio e capaci di stoccare carbonio è auspicabile pianificare una vera gestione del patrimonio arboreo esistente da attuarsi per esempio, non con esternalizzazioni al ribasso, ma mediante giardinieri comunali e tecnici esperti, 1 ogni 200 alberi. Questi ultimi potranno essere in grado di monitorare lo stato di salute delle piante, prendersene cura mediante potature eseguite nel rispetto della pianta, e solo se necessarie, e non attraverso capitozzature e potature aggressive ed eseguite in periodi inadeguati. E inoltre, come ogni giardiniere esperto sa, gli alberi non si piantano, come dice di voler fare il Comune, all’inizio della stagione calda, ma al suo termine. Per concludere: una corretta gestione delle piante può evitare che gli alberi si ammalino rischiando di essere tagliati. Il taglio deve diventare l’extrema ratio e non vogliamo più assistere ai tagli per la cosiddetta riqualificazione. Come associazioni e comitati chiediamo ai candidati a sindaco e ai candidati al consiglio comunale di Prato di prestare particolare attenzione al verde urbano, con piantumazioni di specie adatte al territorio, ad alto fusto e ampia chioma, chiediamo poi la cura e la tutela degli alberi esistenti, i veri alleati del benessere psicofisico, come si evince anche dalla sentenza del 30/05/2024 Nrg 12333/2023 del Tribunale Ordinario di Torino (Sezione Prima). Altrimenti non si sta facendo nulla di adeguato per aumentare la resilienza al cambiamento climatico, che, come vediamo in tutta la penisola, sta letteralmente devastando il territorio”.
