Elezioni. Pd sempre più diviso, il “gruppo del 40%” contrario alla lista

SESTO FIORENTINO – Non c’è pace all’interno del Pd sestese e le elezioni amministrative stanno portando alle luce il malcontento tra gli iscritti al partito di piazza Ginori. Divisi in due gruppi, la segreteria del Pd ha reso noto il nome della capolista Giulia Barducci e nei prossimi giorni (si parla del 23 aprile) dovrebbe […]

SESTO FIORENTINO – Non c’è pace all’interno del Pd sestese e le elezioni amministrative stanno portando alle luce il malcontento tra gli iscritti al partito di piazza Ginori. Divisi in due gruppi, la segreteria del Pd ha reso noto il nome della capolista Giulia Barducci e nei prossimi giorni (si parla del 23 aprile) dovrebbe rendere nota l’intera lista. Un sistema che non piace ai “pecchiliani” o meglio il “gruppo del 40% della minoranza del Pd” che in una nota sottolinea che la “segreteria del Pd di Sesto Fiorentino, nella persona della sua segretaria Sara Bosi, ha deciso di non mettere in campo un confronto serio con una precisa area politica del nostro partito nella fase di costruzione della lista dei candidati alle prossime elezioni comunali”. Insomma la guerra tra i due schieramenti è aperta. E tra i “contrari” alla segreteria o meglio alle scelte della segretaria ci sono anche assessori e consiglieri che potrebbero avere un ruolo di alleggerimento dal punto di vista elettorale.


“Dopo settimane di decisioni prese a colpi di maggioranza e forzature, – prosegue la nota del gruppo del 40% – senza porsi mai davvero in ascolto delle istanze che da varie parti della nostra comunità venivano rappresentate chiedendo maggiore apertura e partecipazione, ha anche fatto richieste inaccettabili e vessatorie per decidere unilateralmente le persone che a suo parere avevano diritto a candidarsi ed escluderne altre ritenute indegne. C’è da chiedersi chi e cosa spinge la dirigenza del Partito Democratico sestese ad emarginarsi ed emarginare anziché onorare lo spirito inclusivo e pluralista che anima la nostra comunità e che è sancito dal nostro statuto. Serviva trasparenza e apertura. Un metodo tale invece penalizza partecipazione, pluralismo e consenso”.

“Prendiamo atto che il Pd a Sesto Fiorentino ha deciso di stare in una logica che restringe il campo e quindi lo indebolisce. – prosegue la nota del Gruppo del 40% – Questo è stato il metodo adottato sia nelle dinamiche interne al Partito sestese sia nei rapporti con le altre forze politiche della coalizione che veniva dal 2021 e che avrebbe potuto ancora rinnovarsi se non addirittura ampliarsi e rafforzarsi. Per rispetto del Partito Democratico e della dignità di iscritte e iscritti non abbiamo partecipato all’assemblea comunale che ha approvato la lista del Pd, Assemblea che da tempo non rappresenta più il partito e che per l’ennesima volta viene utilizzata come espediente per evitare il confronto con tutti gli iscritti”.

Siamo persone che hanno con convinzione fatto parte di questa comunità politica e riteniamo che la forza dei partiti si misuri dalla loro capacità di includere, non di escludere. Di far maturare una sintesi, non di imporla. E noi crediamo sia un grave errore non far tesoro di questi anni di lavoro e di impegno.