SIGNA – La bellezza non è solo qualcosa da osservare, ma un’esperienza da riconoscere, costruire e condividere. È uno sguardo che si educa, un percorso che prende forma attraverso gesti, relazioni e creatività. Da questa idea nasce “Beata bellezza”, il progetto artistico degli studenti dell’Istituto Beata Giovanna, presentato questa mattina in Città metropolitana a Firenze. La mostra, che sarà inaugurata il 4 maggio alle 11 al Museo civico della paglia, raccoglie i lavori realizzati dagli studenti nell’ambito del concorso artistico-letterario, dedicato a suor Annamaria Fiorespino e il tema scelto è appunto la bellezza, sviluppato attraverso un percorso annuale di riflessione e produzione artistica che ha coinvolto i ragazzi in modo attivo e partecipato.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco di Signa Giampiero Fossi, suor Nicoletta Caciolli, coordinatrice dell’istituto, e la docente di arte e immagine Arianna Grassi, che ha coordinato il progetto. “La mostra – ha detto suor Nicoletta – nasce anche da un incontro: durante una visita alla nostra scuola, il sindaco Fossi ha visto i lavori dei ragazzi e da lì è nata l’idea di portarli fuori, di mostrarli a chi normalmente non entra nei nostri spazi. Si tratta di una grande opportunità per valorizzare l’impegno e la passione che gli stessi studenti mettono ogni giorno. Il titolo raccoglie due dimensioni: il riferimento alla Beata Giovanna, a cui il nostro istituto è intitolato, e la riflessione sulla bellezza, tema che abbiamo scelto di approfondire durante l’anno. Abbiamo sentito il bisogno di educarci a riconoscere il bello intorno a noi, perché spesso rischia di passare inosservato. È stato un percorso che ha toccato la bellezza verso se stessi, verso gli altri, e verso il Bello con la “B” maiuscola, che rimanda a Dio, al creato e alle potenzialità di bene presenti in ciascuno”.
“Questa mostra – ha detto Arianna Grassi – racconta il lavoro dei ragazzi e dimostra quanto ogni giorno siano capaci di insegnarci qualcosa di nuovo. Dietro ogni opera ci sono impegno, passione e dedizione, ma soprattutto una ricerca autentica sul concetto di bellezza. I lavori sono stati realizzati su diversi formati e supporti – carta, tela e materiali vari – utilizzando tecniche come acquerelli, tempere, matite, pastelli. Tra questi anche un’opera collettiva di grande formato, che testimonia la capacità dei ragazzi di collaborare e costruire insieme qualcosa di significativo. L’arte rappresenta una delle forme più alte di speranza. Educare al bello è fondamentale e va ben oltre l’aspetto artistico: è un’educazione più profonda, che riguarda lo sguardo sul mondo e sugli altri”.
“Parliamo di un’attività preziosa, – ha aggiunto il sindaco Fossi – realizzata da una delle scuole più importanti della Piana fiorentina, dove si fa davvero scuola, affrontando tanti elementi fondamentali per la crescita dei ragazzi. Questa iniziativa dimostra quanto sia fondamentale educare i più giovani al senso del bello, non solo nell’arte ma nella vita quotidiana. La bellezza non è qualcosa di distante o irraggiungibile: è nelle cose che ci sono state lasciate, nella storia, nel patrimonio che abbiamo il compito di conoscere e rielaborare. Progetti come questo aiutano i ragazzi a sviluppare uno sguardo consapevole, capace di riconoscere ciò che ha valore e di trasformarlo in qualcosa di nuovo. È un’esperienza che unisce scuola, crescita personale e comunità, e che restituisce alla bellezza il suo significato più vivo e autentico”.

