SESTO FIORENTINO – La morte sul lavoro del 48enne avvenuta stamani in un cantiere di via Lucchese all’Osmannoro, ha suscitato la reazione delle forze politiche. “Non è tollerabile che si continui a morire di lavoro” dice il consigliere regionale di Avs Lorenzo Falchi. “Per me, che ho guidato come sindaco la comunità di Sesto Fiorentino, si tratta di una ferita enorme che colpisce al cuore tutta la comunità – prosegue Falchi – Oggi la Piana piange un lavoratore, un uomo strappato alla vita mentre lavorava. In questo momento di immenso dolore esprimo il più sincero cordoglio e la vicinanza alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi di lavoro, travolti da questa terribile tragedia”. “Mentre le autorità competenti sono impegnate a ricostruire la dinamica dell’incidente, è necessario ribadire che la tutela della vita di chi lavora deve essere la priorità assoluta – conclude Falchi – Non possiamo più accettare che la sicurezza nei cantieri venga considerata un costo o un intralcio alla produttività e alla velocità dei lavori. Le istituzioni hanno il dovere di rispondere con un impegno concreto e immediato: servono più controlli, un piano straordinario di assunzioni per gli ispettori del lavoro e pene severe per chi non rispetta le norme. Fermare questa strage silenziosa è una priorità assoluta e non più rimandabile”.
“Morire di lavoro proprio mentre migliaia di lavoratrici e lavoratori sono in piazza per chiedere più tutele, più sicurezza e un futuro per l’industria rende questa giornata ancora più dolorosa e ci richiama tutti alle nostre responsabilità. Alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi rivolgiamo il nostro più profondo cordoglio e la nostra più sincera vicinanza”. Lo hanno detto il segretario regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Toscana Dario Danti, presente alla manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil a Firenze, e l’onorevole di Alleanza Verdi e Sinistra Filiberto Zaratti. Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per il nostro Paese – hanno proseguito – non possiamo continuare ad assistere a tragedie che si ripetono con una frequenza intollerabile. La sicurezza deve diventare la prima condizione del lavoro, con più prevenzione, più controlli, più formazione e investimenti che mettano davvero al centro la vita delle persone”. “Il lavoro deve essere dignità, diritti e futuro, mai un rischio mortale – hanno concluso i due esponenti di Avs – di fronte a questa ennesima tragedia non bastano il cordoglio e le parole di circostanza: servono scelte concrete e un impegno straordinario da parte delle istituzioni, delle imprese e di tutte le parti sociali, perché nessuno debba più perdere la vita mentre sta semplicemente facendo il proprio lavoro”.
