Morte sul lavoro. Ecolò: “E’ necessario un cambio di rotta”

SESTO FIORENTINO – Ecolò esprime il più profondo cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi dell’operaio che ha perso la vita nel tragico incidente sul lavoro avvenuto in via Lucchese, all’Osmannoro. “Di fronte all’ennesima morte sul lavoro non bastano più le parole di circostanza. – si legge in una nota […]

SESTO FIORENTINO – Ecolò esprime il più profondo cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi dell’operaio che ha perso la vita nel tragico incidente sul lavoro avvenuto in via Lucchese, all’Osmannoro. “Di fronte all’ennesima morte sul lavoro non bastano più le parole di circostanza. – si legge in una nota di Ecolò – Ogni anno in Italia centinaia di persone escono di casa per lavorare e non vi fanno ritorno. È una strage silenziosa che non può essere considerata un prezzo inevitabile dello sviluppo economico o della produzione. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve tornare a essere una priorità politica nazionale. Troppo spesso la ricerca del massimo profitto, la precarizzazione del lavoro, il ricorso a catene di appalti e subappalti, la carenza di controlli e la cronica insufficienza di risorse destinate agli organi di vigilanza contribuiscono a creare condizioni in cui il rischio diventa normalità”.

Secondo Ecolo “è necessario un deciso cambio di rotta: rafforzare gli ispettorati del lavoro e i servizi di prevenzione delle aziende sanitarie, aumentare gli investimenti nella formazione e nella cultura della sicurezza, contrastare ogni forma di precarietà che rende i lavoratori più esposti ai rischi e introdurre criteri più rigorosi negli appalti pubblici e privati, affinché la tutela della vita venga sempre prima dei tempi e dei costi di produzione. Una società che si definisce civile non può accettare che si continui a morire mentre si lavora. La transizione ecologica che serve è anche una transizione verso un modello economico fondato sulla dignità della persona, sulla qualità del lavoro e sulla tutela della salute. Non esiste sostenibilità ambientale senza giustizia sociale e senza sicurezza sul lavoro”.

“Le istituzioni – prosegue Ecolò – non possono restare spettatrici di questa emergenza. Chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di aprire un confronto permanente con le organizzazioni sindacali, le associazioni e le realtà civiche per fare della sicurezza sul lavoro una priorità concreta e verificabile. La vita delle persone vale più di qualsiasi profitto. Infine ci uniamo al dolore della famiglia e di tutte le persone colpite da questa tragedia, con l’auspicio che venga fatta piena luce sulle responsabilità e che da questo ennesimo lutto nasca finalmente la volontà politica di intervenire con misure efficaci, perché nessuno debba più perdere la vita sul proprio posto di lavoro”.