A Signa l’assemblea regionale di Slow Food. E grazie a Guelfo Beconi c’è il ritorno della cipolla vernina 

SIGNA – Si è svolta in Salablu l’assemblea regionale di Slow Food Toscana. A portare il saluto dell’Amministrazione comunale è stato il sindaco Giampiero Fossi che, nel dare il benvenuto ai rappresentanti delle condotte toscane, ha sottolineato, come si legge in una nota, “il forte legame che unisce il territorio signese alla cultura del lavoro, […]

SIGNA – Si è svolta in Salablu l’assemblea regionale di Slow Food Toscana. A portare il saluto dell’Amministrazione comunale è stato il sindaco Giampiero Fossi che, nel dare il benvenuto ai rappresentanti delle condotte toscane, ha sottolineato, come si legge in una nota, “il forte legame che unisce il territorio signese alla cultura del lavoro, alla tutela del paesaggio e alla valorizzazione delle produzioni agricole locali”. “Signa – ha detto Fossi – é una terra che deve la propria fortuna al lavoro e che nel corso dei secoli ha saputo costruire la propria identità attraverso le attività portuali sull’Arno, la lavorazione della paglia, la trasformazione del grano in trecce e cappelli e, naturalmente, l’agricoltura”.  Fossi ha ricordato come Signa conservi ancora oggi una forte vocazione ambientale e rurale. “Siamo le ultime propaggini orientali della Piana fiorentina, abbracciati da un grande anello verde. Qui continuano a operare aziende agricole che riescono a mantenere viva una visione autentica del territorio, che altrimenti rischierebbe di essere esclusivamente industriale”. 

Il sindaco ha quindi annunciato il progetto di recupero della cipolla vernina, antica varietà autoctona signese ormai quasi scomparsa a causa delle difficoltà di coltivazione e della scarsa compatibilità con la meccanizzazione: “Oggi uno degli elementi più importanti per la nostra comunità è la ripartenza della cipolla vernina di Signa un prodotto tipico che sta tornando grazie all’impegno dei nostri agricoltori e di chi ha creduto nella possibilità di recuperare un patrimonio agricolo e culturale che sembrava perduto”. Come ricordato durante l’incontro, una parte significativa del territorio signese è stata per secoli dedicata alla coltivazione della cipolla vernina di Firenze. Tra gli ultimi a coltivarla e unico custode del seme é Guelfo Beconi, depositario degli antichi saperi mezzadrili e della cultura fluviale legata al Bisenzio. Nei mesi scorsi il seme è stato consegnato alla famiglia Pastacaldi, titolare dell’azienda leader nella lavorazione e nel commercio delle cipolle, che ha già avviato le prime semine. Il percorso di riscoperta e valorizzazione del prodotto è sostenuto dalla Condotta Slow Food Scandicci, impegnata nel progetto per la nascita del presidio della cipolla vernina. “E’ una vera eccellenza della cucina signese, – ha concluso – vederla tornare nei campi e, presto, sulle tavole dei consumatori è una notizia che ci riempie di orgoglio e rappresenta un segnale importante per il futuro dell’agricoltura locale”.