Da Pennacchi a Villoresi alla Biancaneve di Lombardi: sono i “Colpi di scena” del Teatrodante Carlo Monni, svelata la nuova stagione

CAMPI BISENZIO – Il teatro come strumento di conoscenza, capace di interrogare la società e il nostro tempo, di affrontare i grandi temi civili, anche sorridendo, per produrre nuovi scenari, lontano dalle logiche del semplice intrattenimento. Tanto teatro. È il fil rouge di “Colpi di scena – Da.Mo.”, la stagione teatrale 2026/2027 del Teatrodante Carlo Monni, […]

CAMPI BISENZIO – Il teatro come strumento di conoscenza, capace di interrogare la società e il nostro tempo, di affrontare i grandi temi civili, anche sorridendo, per produrre nuovi scenari, lontano dalle logiche del semplice intrattenimento. Tanto teatro. È il fil rouge di “Colpi di scena – Da.Mo.”, la stagione teatrale 2026/2027 del Teatrodante Carlo Monni, la cui facciata è appena stata restaurata. Ideata e realizzata da Fondazione Accademia dei Perseveranti, con il sostegno del Comune di Campi Bisenzio, diretta da Sandra Gesualdi, con la collaborazione di Piero Pelù quale consulente artistico, propone dall’8 ottobre al 7 aprile 13 appuntamenti più uno speciale fuori stagione con i principali artisti e compagnie della scena nazionale, tra debutti, prime regionali, nuove produzioni e grandi ritorni, in relazione con il territorio e in collaborazione con molte realtà. Coinvolti artisti quali Andrea Pennacchi, Emilio Solfrizzi, Enzo Iacchetti, Carlotta Proietti, Niccolò Fettarappa e Nicola Borghesi, Emma Dante, I Sotterraneo, Francesco Niccolini, Alessio Boni, Paola Minaccioni, Concita De Gregorio ed Erica Mou, Pamela Villoresi, Maurizio Lombardi. L’inaugurazione l’8 ottobre è affidata ad Andrea Pennacchi con “Shakespeare and me”, indagine delle opere del bardo come mappa delle relazioni umane, perché “le storie che racconti modificano il mondo, una persona alla volta”.

Il programma consolida anche il nuovo cartellone “Off” per dieci spettacoli, dedicandolo a produzioni più agili, organizzato in due percorsi: “Scrittrici” raccoglie cinque tra le più autorevoli voci della narrativa contemporanea che, attraverso la scena, raccontano sé stesse e il presente; “Persone” è invece uno spazio dedicato a cinque biografie, alle storie individuali e ai ritratti capaci di illuminare questioni collettive. In “Scrittrici” tutti gli eventi sono in prima regionale. Nadia Terranova in “Quello che so di te”, lettura scenica tratta dall’omonimo romanzo, riflessione sul rapporto tra verità, ricordo e narrazione; Iaia Forte legge “L’isola di Arturo” di Elsa Morante, racconto del passaggio dall’infanzia all’età adulta; Laura Magni in “Happy Mary”,da un’idea di Lorenza Pieri, monologo ironico e luminoso sulla figura di Maria, che prima di essere la Madonna è una donna che tenta di reinventarsi e ridefinire la propria identità. Dopo Concita De Gregorio in “La cura”, chiude Antonella Lattanzi in “Intervista impossibile a Flaubert”, un dialogo immaginario in cui biografia, letteratura e invenzione si intrecciano. 

Per “Persone”,  il debutto è con “Nidi” di e con Adelaide Mancuso, per la regia della regista argentina Manuela Correros Verbitsky, nuova produzione Accademia dei Perseveranti, un’indagine poetica sull’abitare e sulle relazioni umane, uno sguardo intimo sulla femminilità che intreccia dimensione personale e sociale, esplorando il bisogno di radici, di legami e di uno spazio da chiamare casa. A seguire la Compagnia Krypton in “La patente – ‘U picciu”, di e con Fulvio Cauteruccio, adattamento contemporaneo del celebre atto unico di Luigi Pirandello tra teatro d’attore e nuove tecnologie; “Cammelli a Barbiana” di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia è il racconto teatrale di don Lorenzo Milani e della rivoluzionaria scuola di Barbiana, oltre la celebrazione del personaggio. Un monologo puro e poetico sulla forza della parola e della conoscenza come strumenti di giustizia, emancipazione e responsabilità civile. E ancora: “Bandiera” di Lucia Franchi e Luca Ricci, con Compagnia Capotrave, mette in scena elementi visionari e situazioni quotidiane per interrogare le contraddizioni del capitalismo, con la possibilità di immaginare un mondo diverso. A maggio, infine, “Omaggio a Rosa Balistreri” della Compagnia Sanguemimisto, evento tra parole e musica dedicato alla grande cantautrice siciliana, omaggio alla sua voce, alla sua forza e alla sua storia artistica e politica (per tutte le informazioni www.teatrodante.it).

“Il teatro – dice Sandra Gesualdi, direttrice della Fondazione Accademia dei Perseveranti – trasforma il presente in incontro, il conflitto in racconto, la fragilità in relazione, le differenze in possibilità. È lo spazio dove immaginare il mondo che vorremmo abitare. Il Teatrodante Carlo Monni continua il suo percorso con una stagione di teatro d’autore, fatto di ricerca, studio e cura, con compagnie e autori di valore con cui vogliamo lavorare. Quest’anno cresciamo ancora con due nuove sezioni, “Scrittrici” e “Persone”, per dare spazio alle storie, alle voci e alle esperienze che costruiscono cittadinanza. Ci interessa la relazione: tra persone, linguaggi e realtà culturali. In un sistema teatrale spesso costretto alla competizione, scegliamo la collaborazione, mettendo insieme energie e competenze di compagnie toscane, artiste, artisti, autrici e autori che condividono la responsabilità di immaginare nuovi mondi. Perché il teatro, nel senso più alto, è un gesto politico, esercizio di libertà e luogo di creazione”.

Per il sindaco del Comune di Campi Bisenzio, Andrea Tagliaferri, “Il teatro a Campi Bisenzio è il fulcro fondamentale della vita cittadina e culturale, per questo è un piacere e un orgoglio poter presentare questa stagione, che si dimostra per il terzo anno una stagione davvero potente e importante anche a livello regionale, metropolitano e oltre. Investire nella cultura accessibile e soprattutto di qualità è e rimane una nostra priorità”. “Ancora una volta – aggiunge Federica Petti, vicesindaco e assessore alla cultura – la stagione del Teatrodante Carlo Monni si dimostra una stagione che parla a tutta la cittadinanza e che ha una visione chiara: fare cultura significa fare politica, dando a tutte e tutti gli strumenti per crearsi la propria coscienza critica e la propria libertà”.

“Viviamo un tempo in cui assistiamo in diretta a colpi di Stato, colpi di coda delle tirannie, colpi bassi contro la libertà, colpi inferti alla cultura e al pensiero critico. Noi scegliamo di rispondere con altri colpi: colpi di teatro, colpi d’immaginazione, colpi di bellezza, colpi di coscienza. L’immagine racconta proprio questo: una mano che invece di sparare colpi violenti può lanciare origami di pace e di idee costruttive. Perché l’arte può cambiare il significato dei simboli più violenti e trasformarli in libertà, pace e futuro. Allora, l’unico gesto positivo e rivoluzionario è quello di fare cultura libera e indipendente”, aggiunge Piero Pelù.  “Esprimo piena soddisfazione – conclude Andrea Bacci, presidente della Fondazione Accademia dei Perseveranti – per il cartellone 2026/27 perché coerente al percorso che ci eravamo preposti tre anni fa con Piero Pelù: arrivare ad un’offerta che parlasse più linguaggi, alternando tradizione e contemporaneità, perché siamo sempre più convinti che l’attenzione alla ricerca ed alla diversità stilistica stimoli la crescita culturale e che il rispetto del passato sia essenziale alla consapevolezza del presente”.