Dalla piazza contro Futuro Nazionale alla maggioranza che amministra Campi: le riflessioni di Europa Verde-Avs

CAMPI BISENZIO – Europa Verde/Avs condivide “l’appello di Rifondazione Comunista alla vigilanza democratica contro ogni tentativo di sdoganamento di simboli, culture e forze politiche che si richiamano al fascismo. La presenza di richiami alla Decima Mas in uno spazio pubblico è inaccettabile e va denunciata senza esitazione. Riteniamo tuttavia che la vigilanza democratica e la […]

CAMPI BISENZIO – Europa Verde/Avs condivide “l’appello di Rifondazione Comunista alla vigilanza democratica contro ogni tentativo di sdoganamento di simboli, culture e forze politiche che si richiamano al fascismo. La presenza di richiami alla Decima Mas in uno spazio pubblico è inaccettabile e va denunciata senza esitazione. Riteniamo tuttavia che la vigilanza democratica e la condanna di questi fenomeni debbano sempre esercitarsi nel pieno rispetto delle regole e dei valori democratici: senza deleghe alla piazza, senza invettive che scivolino nell’intimidazione, ma attraverso la forza degli argomenti, la chiarezza delle posizioni e la coerenza dei comportamenti istituzionali. È proprio questa coerenza che vogliamo richiamare. Proprio per questo, riteniamo necessaria una riflessione che riguarda anche le responsabilità istituzionali di chi oggi lancia quell’appello”.

E ancora: “La maggioranza che amministra Campi Bisenzio, in cui Rifondazione Comunista ricopre un ruolo rilevante, ha eletto come presidente del consiglio comunale Antonio Montelatici, candidato sindaco del centrodestra con il simbolo di Fratelli d’Italia. È vero che l’accordo pre-ballottaggio del 2023 non fu siglato da Rifondazione, ma dal sindaco. Tuttavia, votare l’elezione di Montelatici a presidente del consiglio ha rappresentato un atto politico preciso, che ha contribuito a legittimare istituzionalmente la “fiamma” del Movimento Sociale Italiano. Usare oggi le parole di Rifondazione (“indebolire la memoria storica e i valori costituzionali”, “Campi Bisenzio non può diventare terreno di sdoganamento”), senza fare i conti con quella scelta, rischia di suonare contraddittorio”.

“Lo spirito di quella fiamma, del resto, il presidente Montelatici lo ha coltivato concedendo la sala consiliare per la presentazione di un libro anti-immigrati di una giornalista vicina a CasaPound, iniziativa poi annullata solo grazie alla mobilitazione generale della cittadinanza; comprimendo sistematicamente il diritto dei consiglieri di opposizione a esercitare il proprio ruolo istituzionale; e utilizzando di recente la sua carica per attaccare pubblicamente l’operato della flottiglia umanitaria che cercava di portare aiuti a Gaza. Questi non sono episodi isolati: sono la coerente espressione di una cultura politica che la presidenza del consiglio comunale di Campi Bisenzio non avrebbe mai dovuto ospitare. Insieme all’appello alla vigilanza democratica, rivolgiamo alla maggioranza, a Rifondazione Comunista in particolare, ma anche ai componenti dell’amministrazione che di recente hanno scelto di iscriversi a Sinistra Italiana, una domanda che non può essere elusa: non è forse giunto il momento di rimettere in discussione la presidenza del consiglio comunale affidata a Montelatici? Chi si riconosce nei valori della sinistra non può ignorare il peso politico e simbolico di quella scelta, né continuare ad avallarne le conseguenze. Campi Bisenzio, con la sua storia profondamente antifascista, merita una memoria che sia viva, coerente e senza zone d’ombra, nelle piazze come nelle istituzioni”.

Ma quali erano state le parole del Circolo di Rifondazione Comunista della Piana fiorentina Teresa Mattei? “No alla normalizzazione dei fascismi e dei loro simboli. Sabato mattina, durante il mercato di Campi Bisenzio, il nostro banchino per la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la tassazione dei grandi patrimoni si trovava a pochi metri da quello di Futuro Nazionale. Tra le persone presenti abbiamo notato una maglietta con richiami alla Decima Mas. Riteniamo inaccettabile che nel nostro territorio trovino spazio simboli che richiamano il fascismo e una delle pagine più buie della storia del nostro paese. Non è folklore, né una provocazione: è un’operazione di sdoganamento di simboli che la memoria democratica dovrebbe respingere senza ambiguità. Per questo rivolgiamo un appello alle istituzioni, alle associazioni, alle organizzazioni sociali e sindacali e a tutta la cittadinanza affinché si mantenga alta la vigilanza democratica. Normalizzare richiami al fascismo significa indebolire la memoria storica e i valori costituzionali su cui si fonda la nostra Repubblica. Campi Bisenzio ha una storia profondamente antifascista e non può diventare terreno di sdoganamento di simboli, culture e forze politiche che a quel passato si richiamano”.