SESTO FIORENTINO – È cominciata a colpii di comunicati questa campagna elettorale per le amministrative di primavera. Dopo l’appello lanciato per la candidatura di Damiano Sforzi (PerSesto) da parte di un gruppo di cittadini e dopo la proposta di candidatura di Claudia Pecchioli da parte del 40% del Pd sestese, scende in campo con un nuovo comunicato stampa la segretaria del partito di piazza Ginori Sara Bosi. Bosi sottolinea, nella nota, che negli articoli apparsi sulla stampa “ci sono elementi di verità ed elementi verosimili ed altri ancora non veri, per cui ritengo, come segretaria comunale, di dover riportare con correttezza il percorso che abbiamo intrapreso insieme e che è stato ostacolato, nei fatti, da alcune fughe in avanti non concordate”. La segretaria espone le proprie ragioni e spiega che “il percorso è articolato su due binari: uno interno al Pd sestese ed uno della coalizione di sinistra che sta gestendo dalla scorsa legislatura il comune di Sesto. In entrambi i “tavoli” era stato concordato che prima avremmo dovuto discutere e concordare il programma per il futuro della nostra città, rendendola competitiva, ma attenta al benessere dei cittadini e capace di ascoltare esigenze, necessità ed opportunità”. Con questo obiettivo, spiega, si è tenuta l’assemblea Pd il 26 gennaio “chiamata a discutere i punti per noi “dirimenti” da inserire nel programma di coalizione e il percorso per individuare, concordemente, una candidatura, unitaria ed unica del Pd a da presentare alla coalizione”.
Bosi parla di “fughe in avati” riferendosi a quelle di Sforzi (PerSesto) e Pecchioli (Pd) che, dice, “non aiutano la possibilità di trovare un candidato/a condiviso liberamente” come dire che i numeri a sostegno della candidata Pd non rappresentano la maggioranza, aggiunge Bosi “ho avuto modo di spiegare, in più di un’occasione a Claudia Pecchioli, come iscritta Pd che, sulla base di numerosi riscontri interni, la sua candidatura non è in grado, in questo momento e con queste modalità, di garantire l’unità del nostro partito, non avendo un consenso maggioritario”. “Per questa ragione – prosegue la nota – ho evidenziato la necessità di lavorare ad una sintesi politica dentro il nostro partito, capace di evitare uno scontro che, nei fatti, ci avrebbe indebolito come Pd e al tavolo della coalizione. E la cosa mi sta molto a cuore. Per questo confermo che da tempo ho segnalato il fatto che non condivido che si sia voluta rendere pubblica una autocandidatura prima di un confronto interno, necessario per far maturare un consenso condiviso, e sviluppato in un dibattito aperto e libero. E questo solo per imporre una decisione”. Bosi ribadisce che “come segretaria, e credo in questo di interpretare non solo il pensiero del gruppo dirigente, ma anche degli iscritti, compresi coloro che in una situazione non chiara hanno sostenuto quell’appello, continuerò a lavorare per arrivare ad una soluzione che ci porti a poter presentare una candidatura forte ed autorevole sostenuta da un partito coeso”. Infine, per ribadire il concetto, conclude “tengo ancora a precisare, se mai ce ne fosse bisogno, che il Pd, né sestese, né fiorentino, né toscano ha sostenuto ancora alcuna candidatura”.
