SESTO FIORENTINO – Scontro all’interno del Pd, uno dei tanti ultimamente, sulle elezioni amministrative. La segreteria del partito di piazza Ginori dopo l’assemblea di ieri sera 26 febbraio, anche questa l’ennesima assemblea, ha deciso di sostenere la candidatura di Giulia Barducci, figlia d’arte di potrebbe dire, figlia di Andrea Barducci ex sindaco di Sesto Fiorentino. Ma non tutti sono d’accordo. Il 40% del partito di piazza Ginori continua ad appoggiare la candidatura di Claudia Pecchioli attuale vicesindaco e ipotizza che la candidatura di Barducci sia solo un lasciapassare per accogliere successivamente la candidatura di Damiano Sforzi (PerSesto) attuale assessore allo sport e all’urbanistica. Ipotesi. Ma in politica tutto sembra essere possibile.
Giulia Barducci alla richiesta del Pd di mettersi a disposizione ha dichiarato: “Ho vissuto questa richiesta non come un’investitura personale, ma come un’assunzione di responsabilità collettiva. In un momento di trasformazioni sociali profonde, il primo compito è costruire fiducia e rimettere al centro un progetto politico per la città capace di interpretare il cambiamento”. La segretaria del Pd Sara Bosi, richiamando poi le parole del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, presente all’assemblea, sottolinea: “È bene che il confronto rimanga nei luoghi democratici del partito e che si lavori per rafforzare unità e coesione. La decisione assunta dall’Assemblea rappresenta un decisivo scatto di responsabilità del Partito Democratico. È un segnale di maturità politica che traduce il confronto interno in una proposta autorevole per il futuro della città. Il Partito Democratico deve essere punto di riferimento solido per la coalizione e per la comunità”.
Di altro tenore e prospettiva la nota del 40% degli iscritti del Pd , a firma Sara Martini e Giacomo Trallori, sostenitori di Pecchioli alle primarie. “Dopo oltre un mese di silenzi, rinvii e balbettamenti, la segretaria del Partito Democratico di Sesto Fiorentino – si legge nella nota – ha finalmente avanzato il nome di Giulia Barducci. Lo ha fatto violando deliberatamente lo statuto, votando (con soli 17 voti su 32 membri dell’assemblea) un nome che non è uscito da nessuna consultazione, nonostante da settimane il 40% degli iscritti, quasi 100 persone, abbia indicato Claudia Pecchioli, attuale sindaca facente funzioni, e ne abbia sottoscritto la candidatura”. La spaccatura all’interno del Pd è difficile da sanare.
“Chiusa nelle sue stanze, del tutto subalterna alle altre forze politiche e totalmente disconnessa dalla città, i notabili del Pd – proseguono Martini e Trallori – avanzano una proposta già bruciata sulla stampa, non unitaria, non competitiva. Lo fanno non per rilanciare il nostro Partito, ma per vedere respinto dal resto della coalizione il nome di Giulia Barducci e arrivare nel giro di qualche giorno ad un accordo su quello di Damiano Sforzi, un candidato di un’altra forza politica. Il Pd rinuncia così ad esprimere il prossimo sindaco per partecipare ad una spartizione al ribasso, che umilia il partito, la gran parte dei suoi iscritti e militanti, la volontà dei suoi giovani, che si sono detti delusi dal metodo e preoccupati per la sopravvivenza dello stesso Pd”. Secondo i sostenitori di Pecchioli “ad oggi, l’unica opposizione nel merito alla candidatura di Claudia Pecchioli è arrivata ieri sera, quando i vertici del Partito Democratico presenti all’assemblea hanno criticato le sue posizioni di ferma contrarietà alla nuova pista dell’aeroporto. Chiediamo ora alla segretaria di iniziare a svolgere il suo ruolo: faccia sintesi tra le due disponibilità e vada al tavolo della coalizione a chiedere le primarie. Il Pd, dopo cinque anni di buona amministrazione, non può essere relegato al ruolo di gregario”.
