CAMPI BISENZIO – Non le manda certo a dire dietro Europa Verde/Avs Campi Bisenzio. Che in una lunga nota spazia dalla tramvia al campo largo passando anche per alcuni post social che indubbiamente nei giorni scorsi hanno acceso il dibattito politico sul territorio. “A meno di un mese dal tentativo, emerso alla festa dell’Unità, di avviare a Campi Bisenzio un percorso di unità tra le forze progressiste in vista delle sfide del 2027 e del 2028, quel primo segnale di convergenza si è già incrinato. A romperlo è stata la bocciatura in consiglio comunale della mozione che puntava a unire tutte le forze politiche campigiane per ottenere i finanziamenti governativi necessari alla tramvia, dopo la perdita dei 230 milioni di fondi europei”.
E ancora: “Il centrosinistra, all’opposizione in consiglio comunale (Pd, M5S, IV, Nucciotti Sindaco), ha definito la bocciatura un’“occasione persa”, sia per quanto riguarda il progetto della tramvia, sia per superare anni di divisioni. Sono seguite le parole del segretario di Sinistra Italiana, Andrea Morreale, secondo cui il confronto sul campo largo non deve essere teorico e “vengono prima i contenuti, poi le alleanze, da costruire sui territori”. Ma se l’obiettivo è davvero “rafforzare il rapporto con la cittadinanza”, resta difficile capire perché su un tema così rilevante non si sia cercata una sintesi per arrivare a un voto congiunto: è proprio questo il senso della politica. In aula, fra l’altro, Morreale è intervenuto per primo bocciando senza appello la mozione”.
“Da parte sua – continua la nota – la maggioranza ha bollato la richiesta dell’opposizione come una “narrazione errata dei fatti” e la liquida sostenendo che “gli strumenti ci sono già”. Una posizione che rivela la mancata comprensione della gravità della situazione o, peggio, la preferenza per il controllo del racconto politico rispetto alla tutela di un’infrastruttura essenziale per l’intera comunità. Le commissioni consiliari, evocate dalla maggioranza come alternativa al tavolo, sono, per loro stessa ammissione, luoghi dove la partecipazione langue: non si può indicare come soluzione uno strumento che si riconosce inefficace e, allo stesso tempo, respingere la proposta di uno più incisivo. È un cortocircuito logico prima ancora che politico”.
Sempre la maggioranza, inoltre, non affronta le contraddizioni emerse nel dibattito d’aula. È emerso chiaramente che alcuni sono favorevoli al capolinea in piazza Aldo Moro, mentre altri vorrebbero arretrarlo di 600 metri. Il sindaco resta in stallo, avendo definito in aula gli intenti della mozione “accoglibili ma fuori tempo”: un “vorrei ma non posso” che non aiuta né la tranvia, né la costruzione del campo largo. Resta il dubbio che Fare Città, insistendo su un arretramento del capolinea giudicato inattuabile, remi contro la tramvia e contro l’ipotesi di campo largo a cui lavorano seriamente Pd, M5S, Europa Verde/AVS e Italia Viva, un’ostilità che sembra condizionare anche Sinistra Italiana. Il dubbio è rafforzato dal fatto che Europa Verde chiede da mesi, senza risposta, un incontro a Sinistra Italiana. Ad avvalorare l’intento di fermare sul nascere il tentativo di costruire anche a Campi Bisenzio il Polo Progressista è arrivato il post dell’assessore Matteini (Fare Città), che da tempo si muove in un’area politica non del tutto allineata al Polo Progressista. Il contenuto ha raccolto il like di esponenti di Sinistra Italiana in giunta e il consenso di alcuni rappresentanti dell’informazione, dai quali ci si aspetterebbe invece equidistanza, contribuendo a irrigidire ulteriormente il clima politico. Negli atti, più che nelle parole, non sembra profilarsi “l’inizio di una nuova fase”, come dichiarato da Morreale, ma piuttosto il ripetersi di vecchi schemi: già nel 2023, quando non c’erano nodi di contenuto, si scelse comunque di chiudere la porta al dialogo con le altre forze del centrosinistra. Un atteggiamento che, nel 2028, potrebbe consegnare Campi Bisenzio alla destra”.
“Ma forse, visto l’attaccamento mostrato verso il presidente del consiglio comunale – concludono – che ha votato contro la mozione insieme alla maggioranza, questo rischio non preoccupa più di tanto. Come Europa Verde, invece, restiamo preoccupati ma non rinunciamo alla speranza: auspichiamo che la disponibilità al confronto, più volte richiesta, trovi finalmente una risposta concreta prima che sia la città, e non i partiti, a pagarne il prezzo”.
