FIRENZE – “La Regione Toscana apra subito un tavolo formale e permanente con la cooperativa GFF, aperto al mondo sindacale, da affiancare al Consorzio di sviluppo industriale della Piana fiorentina. Serve una sede stabile nella quale verificare lo stato del progetto, coordinare gli strumenti pubblici disponibili e costruire una prospettiva industriale concreta per il sito della ex Gkn”: a parlare così è Luca Rossi Romanelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, intervenuto all’assemblea promossa dalla cooperativa GFF e dalla rete di sostegno alla vertenza. “La costituzione del Consorzio ha dotato le istituzioni di uno strumento importante: ora occorre renderlo pienamente operativo e accompagnarne l’attività con un confronto diretto e continuativo con la Cooperativa, che in questi anni ha elaborato una proposta industriale, raccolto competenze e costruito una rete di partecipazione e sostegno. Il tavolo permanente potrà monitorare lo sviluppo dell’area, ne valuterà le possibilità produttive, e coordinerà gli interventi istituzionali per assicurare che il sito mantenga e sviluppi la propria funzione industriale”.
Per Rossi Romanelli, la vertenza Gkn deve essere inserita nel quadro più ampio della crisi manifatturiera toscana, senza perdere la propria specificità: “La Toscana attraversa una fase industriale difficile, aggravata dalle ulteriori conseguenze che la guerra in Iran può produrre sui costi dell’energia, sulle forniture e sugli investimenti. Per questo la reindustrializzazione dell’ex Gkn non può rimanere affidata a interlocuzioni occasionali. La Regione e gli enti locali, a partire dal Comune di Campi Bisenzio, che rivestono un ruolo centrale nel Consorzio, sono chiamati ad assumere fino in fondo una funzione di indirizzo e di sostegno, anche finanziario. L’obiettivo deve essere chiaro: valorizzare l’area, tutelarne la destinazione industriale e riportare produzione e occupazione nel sito. Il tavolo permanente può rappresentare un’occasione per trasformare gli strumenti già costituiti in una politica industriale effettiva”.
