Fratelli di Signa: “Bollette dei rifiuti: il Pd boccia la nostra mozione e lo “sconto” ai cittadini, una scelta inaccettabile”

SIGNA – “Una decisione ingiusta che va a colpire direttamente le tasche e i bilanci delle famiglie signesi”: a dirlo sono i consiglieri comunali di Fratelli di Signa, il capogruppo Marco Colzi, Mauro Golini e Luigi Forte, che attaccano la maggioranza guidata dal Partito Democratico, “rea”, secondo le loro parole, “di avere bloccato in occasione […]

SIGNA – “Una decisione ingiusta che va a colpire direttamente le tasche e i bilanci delle famiglie signesi”: a dirlo sono i consiglieri comunali di Fratelli di Signa, il capogruppo Marco Colzi, Mauro Golini e Luigi Forte, che attaccano la maggioranza guidata dal Partito Democratico, “rea”, secondo le loro parole, “di avere bloccato in occasione dell’ultimo consiglio comunale un provvedimento improntato al puro buonsenso, bocciando la mozione che avevamo presentato e nella quale chiedevamo di destinare la quota di utili spettante al Comune di Signa derivante dalla società pubblica Plures Alia, pari a circa 350.000 euro, all’abbattimento immediato della tassa sui rifiuti (Taric) direttamente nelle bollette dei cittadini e delle piccole attività locali”.

“La nostra iniziativa – spiegano i tre consiglieri – voleva semplicemente rimettere queste risorse nelle tasche di chi le ha sborsate. Trattandosi di una società al 100% pubblica, non abbiamo azionisti privati da arricchire o investitori da soddisfare. L’unico scopo dei guadagni aziendali dovrebbe essere il benessere della collettività. Eppure, il Pd ha preferito blindare queste risorse all’interno del bilancio comunale, impedendo alle famiglie signesi di ricevere uno sconto tangibile e immediato sul costo dei rifiuti”.

Per poi aggiungere: “Le giustificazioni sollevate in aula dalla maggioranza per motivare il proprio voto contrario rasentano il paradosso. In un primo momento, gli esponenti del Pd hanno provato a difendersi sostenendo che una riduzione della tariffa avrebbe favorito i grandi centri commerciali. Si tratta, tuttavia, di una scusa banale: qualunque amministratore locale sa perfettamente che i regolamenti comunali consentono di strutturare regole e criteri di sgravio selettivi, volti a tutelare in modo esclusivo i nuclei familiari e i piccoli negozi del tessuto di vicinato. Poco dopo, è emersa la reale e cruda verità: la maggioranza ha ammesso esplicitamente che quei 350.000 euro servono all’amministrazione per finanziare le spese correnti e il funzionamento ordinario dell’ente. Viene così a galla un meccanismo inaccettabile, in cui la società dei servizi viene usata come un vero e proprio “bancomat politico”. Invece di razionalizzare la macchina comunale, ottimizzare la spesa ed eliminare gli sprechi interni, la sinistra preferisce mantenere alte le tariffe e utilizzare i guadagni generati dalle bollette dei cittadini per tappare i buchi della gestione quotidiana”.

“La posizione di Fratelli di Signa – concludono – resta ferma e intransigente: le bollette pagate dai cittadini devono servire esclusivamente a coprire il costo reale dei servizi e ogni eventuale guadagno deve tornare indietro sotto forma di sconti. Trasformare i servizi essenziali in una tassa occulta per fare cassa sulla pelle dei contribuenti è una scelta politica inaccettabile. Continueremo a batterci in ogni sede istituzionale per scardinare questo sistema e difendere il potere d’acquisto delle famiglie di Signa”.