Gandola: “Montelatici cerca, invano e da solo, di riscrive la storia. Ma i cittadini hanno già bocciato la sua proposta”   

CAMPI BISENZIO – “Leggo con un certo stupore le dichiarazioni rese dal presidente del consiglio comunale Antonio Montelatici. Dopo tre anni di sostanziale silenzio politico, sorprende che scelga proprio oggi di riscrivere una vicenda che tutti, a Campi Bisenzio, conoscono molto bene”. Lo dice Paolo Gandola, capogruppo delle liste di centrodestra, che poi aggiunge: “Non […]

CAMPI BISENZIO – “Leggo con un certo stupore le dichiarazioni rese dal presidente del consiglio comunale Antonio Montelatici. Dopo tre anni di sostanziale silenzio politico, sorprende che scelga proprio oggi di riscrivere una vicenda che tutti, a Campi Bisenzio, conoscono molto bene”. Lo dice Paolo Gandola, capogruppo delle liste di centrodestra, che poi aggiunge: “Non intendo alimentare polemiche personali, né tantomeno entrare nel terreno delle ricostruzioni di comodo. Tuttavia, quando si cerca di scaricare su altri responsabilità che appartengono esclusivamente alle proprie scelte politiche, diventa doveroso ristabilire la verità dei fatti. La candidatura che il centrodestra aveva individuato come naturale, condivisa e credibile era la mia. Non per ambizione personale, ma perché frutto di anni di lavoro sul territorio, di presenza costante tra i cittadini, di battaglie condotte in consiglio comunale e di un percorso politico coerente. Una candidatura sostenuta da Lega, Forza Italia, Udc, Centrodestra Campigiano, Partito Liberale Italiano, Noi Moderati e dalle principali componenti della coalizione. Al contrario, la candidatura di Montelatici arrivò dall’alto, quando per anni era stato impegnato esclusivamente fuori da Campi Bisenzio. Una scelta che non trovò la condivisione della coalizione e che finì inevitabilmente per dividere il centrodestra. Parlare oggi di mancata disponibilità al dialogo significa capovolgere la realtà. L’unica soluzione che avrebbe consentito l’unità era un passo indietro da parte di chi non godeva della fiducia della quasi totalità della coalizione”.

“Gli elettori, del resto, – aggiunge Gandola – hanno già pronunciato il loro giudizio. La lista civica Impegno Vero, da me fondata, ha rappresentato la vera novità delle elezioni amministrative, riuscendo a coinvolgere professionisti, competenze e tanti cittadini che non avevano mai fatto politica, ottenendo l’8,4% dei consensi ed eleggendo un consigliere comunale. La lista personale collegata a Montelatici si è invece fermata al 3,1%, senza alcun eletto, mentre Fratelli d’Italia, che alle precedenti consultazioni sfiorava il 30%, è precipitato al 13%, pagando una delle peggiori flessioni registrate sul territorio. Fino poi ai dati delle coalizioni con i cittadini che premieranno con maggiore convinzione la nostra proposta: 19,3% contro il 16,3%”. E ancora: “Numeri che parlano da soli e che rendono piuttosto difficile attribuire ad altri responsabilità che appartengono a precise scelte politiche. Gli stessi cittadini hanno sempre guardato con perplessità un percorso politico caratterizzato da continui cambi di collocazione: dagli anni di vicinanza al Partito Democratico e a Emiliano Fossi, al successivo approdo nella Lega, fino alla candidatura sostenuta da Fratelli d’Italia, nonostante il dissenso manifestato dall’intero resto della coalizione di centrodestra. La credibilità politica si costruisce con la coerenza, non con le etichette”.

“Quanto, infine, al rammarico espresso per il mancato riconoscimento del ruolo di presidente del consiglio comunale, – conclude – occorre ricordare che il prestigio istituzionale non deriva dalla carica ricoperta, ma dall’autorevolezza con cui la si esercita. L’autorevolezza non si pretende: si conquista con il lavoro, l’equilibrio, la capacità di rappresentare l’intera istituzione e con il rispetto guadagnato sul campo. Quando ho avuto l’onore di ricoprire il ruolo di consigliere della Città Metropolitana di Firenze, ho sempre trovato riconoscimento e apprezzamento in tutto il territorio metropolitano, indipendentemente dall’appartenenza politica, grazie all’impegno profuso, alle proposte avanzate e alla capacità di interpretare il ruolo istituzionale con spirito di servizio. Sono qualità che non si acquisiscono con una nomina, ma attraverso un percorso coerente e credibile. Per questo preferisco continuare a lavorare per Campi Bisenzio piuttosto che dedicarmi alla ricerca di giustificazioni postume. Ai cittadini interessano meno le ricostruzioni autoassolutorie e molto di più i risultati concreti. Ed è su quelli che, come sempre, continueremo a farci giudicare”.