FIRENZE – Fino al 28 giugno la Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi ospita la mostra “Gli scultori della velocità”: un’esposizione dedicata ai grandi carrozzieri italiani, quegli artigiani che hanno “scolpito” a mano le carrozzerie di alcune delle auto più iconiche del Novecento: Ferrari, Maserati, Lamborghini, De Tomaso. Dopo le tappe di Parigi (Les Invalides), del Museo Ferrari di Modena, della Chiesa di San Carlo e di Bologna Arte Fiera, la mostra arriva a Firenze con un percorso che mette in relazione tradizione artigiana, bellezza e innovazione, dando lustro agli artigiani del bello, i cui nomi sono spesso rimasti nell’ombra rispetto ai marchi leggendari che hanno contribuito a costruire. Un appuntamento imperdibile che parla del valore del saper fare e della cultura manifatturiera italiana. Durante la mostra sarà inoltre attivo un concorso fotografico aperto ai visitatori: amatori, semiprofessionisti e professionisti (i soci Cna hanno diritto a riduzioni sul biglietto d’ingresso).

L’esposizione, ideata e curata da Mauro Bertoli, Stefano Lazzeri, Filippo Francioni e Vincenzo Iannelli, soci della Scuderia Belle Curve, in collaborazione con ModenArt di Jean Marc Borel, racconta infatti una storia profondamente legata al genio italico e alla capacità di unire arte e artigianato partendo dalle botteghe rinascimentali per arrivare alla realtà contemporanea. Se il cuore dell’evento è costituito da un’importante selezione di pezzi unici della Collezione ModenArt, che presenta le tecniche di realizzazione delle rare e preziose Ferrari, Maserati e perfino Shelby Cobra degli anni ’50 e ’60 del 900, la mostra, che ha il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze e appunto della Cna, ripercorre un ponte temporale ben più lungo, di oltre 500 anni.
La visita, infatti, inizia con una simbolica armatura rinascimentale, opera degli armieri fiorentini, eccellenti battilastra del tempo, per poi condurre, nel 1478, al primo passo dell’uomo verso l’automobile: il “Carro semovente” di Leonardo da Vinci. Quest’ultimo, descritto minuziosamente nel Codice Atlantico, è stato ricostruito fedelmente sulla base dei disegni originali per essere presentato in questa rassegna. Dovranno trascorrere oltre tre secoli prima che Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, a Firenze, nel 1853, brevettino il primo motore a scoppio della storia, anch’esso esposto in mostra.
A questo punto del percorso, all’interno della Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi entra in scena Modena con i “Battilastra” che lavorarono dai celebri carrozzieri delle auto da corsa Scaglietti e Fantuzzi. Con loro le straordinarie carrozzerie di auto celebri che trascendono la meccanica per elevarsi a pura espressione artistica. Senza usare matite, come Sergio Scaglietti amava dire, a Modena inventarono la cosiddetta tecnica dei “filoni”, che trasformò il lavoro dei battilastra in quello di veri maestri di bottega. I “fili di ferro” esposti, in scala 1:1, erano l’esatta dima della vettura e su questi modelli reali venivano battute a mano, a colpi di martello, le lastre di alluminio per fare le vere carrozzerie.
Saranno ben quindici gli esemplari della collezione ModenArt esposti nella magnifica incarnazione moderna del concetto di bellezza trionfante, la stessa che Michelangelo impresse nel suo David. Importante sapere, infatti, che ciascuno degli esemplari esposti – filoni e carrozzerie – è il lavoro fatto interamente a mano dai Battilastra di allora, a partire da Afro Gibellini. Ad arricchire l’evento nelle Sale Ginori un’importante mostra di modellini da collezione oltre all’esposizione delle opere d’arte realizzate da Enrico Ghinato, Roberto Baronti, Marco Collini, Alessio Vignozzi e Car Model Sculptures.
