Il Comitato Open Plures interviene sugli aumenti Tari

SESTO FIORENTINO – Il Comitato inter-territoriale e trans-partitico “Open Plures”, nato su impulso delle Commissioni Controllo dei Comuni di Firenze, Prato, Pistoia, Empoli e Montemurlo, insieme al sindaco di Poggio a Caiano e a Daniele Brunori (consigliere comunale di Via Nova a Sesto Fiorentino), stigmatizza la decisione “sbagliata e controproducente” di aumentare ancora una volta […]

SESTO FIORENTINO – Il Comitato inter-territoriale e trans-partitico “Open Plures”, nato su impulso delle Commissioni Controllo dei Comuni di Firenze, Prato, Pistoia, Empoli e Montemurlo, insieme al sindaco di Poggio a Caiano e a Daniele Brunori (consigliere comunale di Via Nova a Sesto Fiorentino), stigmatizza la decisione “sbagliata e controproducente” di aumentare ancora una volta le tariffe della Tari. “Ciò denota l’assenza di una visione strategica – prosegue il Comitato in una nota -. Ciò denota che tutte le nostre preoccupazioni, troppo spesso derubricate come illazioni dall’attuale dirigenza Alia-Plures o dalle maggioranze nei Comuni, erano purtroppo fondate e veritiere, perché suffragate dalla consultazione e dall’analisi dei bilanci della stessa Alia-Plures. Ciò testimonia che siamo di fronte a un fallimento rispetto agli obiettivi con i quali era partita la Multiutility”. “Tagli di nastro, sorrisi d’ordinanza o sponsorizzazioni a destra e a manca non risolvono i gravi problemi; si impone un ripensamento e una svolta”, incalzano, “e i Comuni devono tornare al ruolo-guida che gli compete. I padroni di Plures sono diventati succubi di Plures? Ci impegniamo affinché non sia più così”. “Le nostre collettività, tutte, vivono un momento complesso come mai prima d’ora – prosegue la nota -: l’aumento generalizzato dei costi, l’inflazione, la perdita di posti di lavoro e – di contro – l’esplosione del lavoro povero e la deindustrializzazione – non certo rallentata ma accelerata dalla miopia politica su infrastrutture e impianti. Caricare ulteriormente le famiglie e le imprese di costi, per altro ingiustificati, è una scelta immorale, irresponsabile e controproducente. Come è deplorevole continuare ad accumulare debiti, una vera e propria ipoteca sulle nostre collettività”.