SESTO FIORENTINO – Messa in sicurezza del capannone e smaltimento dei rifiuti presso un impianto di destinazione: queste le richieste di Arpat in segui all’incendio che si è sviluppato il 28 luglio nel capannone adibito a depisito di oggetti in pellami o simil-pelle in via Pratese all’Osmannoro a Firenze. Il personale Arpat il 31 luglio, insieme alle ispettrici Asl del Dipartimento Igiene e sanità pubblica di Firenze ha effettuato un sopralluogo sul posto, dove era già presente una squadra dei Vigili del Fuoco a presidio del sito, per accertare la situazione al termine delle operazioni di spegnimento e valutare i rischi per l’ambiente e la salute che potevano presentarsi in questa nuova situazione. In esito al sopralluogo, tutti i locali dell’immobile sono stati interdetti dai Vigili del fuoco per motivi di sicurezza.
Alla luce di quanto emerso, Arpat ha proposto al Comune di Firenze che, i soggetti responsabili, una volta indentificati, procedano alla messa in sicurezza del sito, allo smaltimento dei rifiuti presso un impianto di destinazione, previa presentazione di un piano di rimozione e classificazione degli stessi. È stato richiesto, inoltre, che si proceda a una comunicazione di potenziale contaminazione, in via cautelativa in relazione al rischio di contaminazione dei terreni sottostanti, da parte delle acque di spegnimento, da valutare sulla base dell’integrità delle pavimentazioni. Non è stata ravvista la necessità di altri provvedimenti contingibili urgenti. Dal sopralluogo, infatti, è emerso che l’incendio ha interessato solo il primo piano del capannone adibito a deposito e dove non era presente nessuna attività produttiva. Da quanto è stato possibile vedere dall’esterno, gli scatoloni presenti al piano terra, contenenti presumibilmente borse e rotoli di pellame o simil-pellame imballati in plastica, non risultavano ricoperti da ceneri o altri residui di combustione e il tetto del capannone risultava crollato per la parte interessata dall’incendio. I locali al piano terra erano allagati per qualche centimetro d’acqua e la stessa è risultata limpida.
All’esterno dell’area, sia nei piazzali aziendali che sulla strada pubblica non è stata rilevata la presenza di polveri, ceneri o fuliggini riconducibili all’incendio ed è stato rilevato che le acque di spegnimento defluivano nei tombini presenti nell’area, che recapitano nella pubblica fognatura e poi al depuratore di san Colombano. Infine, a questo proposito, è stato richiesto di valutare anche l’eventuale la presenza di raccolte residue di acque di spegnimento per avviarle a smaltimento come rifiuti.
