CAMPI BISENZIO – E’ un Antonio Montelatici a 360 gradi quello che parla a tra anni dalla sua elezione a presidente del consiglio comunale campigiano. Per fare un bilancio dell’attività svolta, ma anche per fare chiarezza su alcune vicende che lo hanno toccato in prima persona. “In questo arco di tempo – dice – ho subito continui attacchi pretestuosi, spesso con notizie non corrispondenti al vero. Per non alimentare polemiche, non ho mai risposto e chi ha seguito il mio lavoro ha però constatato la mia assoluta imparzialità istituzionale. All’insediamento ho trovato un consiglio comunale disorganizzato. Mancava perfino la foto del presidente della Repubblica nel mio ufficio, come previsto per gli uffici del sindaco, del presidente del consiglio e del comandante della Polizia Municipale. Ho trovato procedure farraginose, commissioni convocate in modo scorretto e un Regolamento del consiglio pieno di errori formali, refusi e articoli in contrasto tra loro. In tre anni ho lavorato per rimettere ordine: nelle modalità di convocazione e svolgimento del consiglio, nella gestione dei lavori d’aula e nella forma, perché la forma è sostanza e rende l’istituzione più autorevole”.
E ancora: “Da tre anni chiedo al presidente della prima commissione di convocare maggioranza e opposizione per riscrivere un nuovo regolamento, adeguato a un Comune di quasi 50.000 abitanti. Richieste rimaste inascoltate e che ci portano a lavorare con difficoltà. A tal proposito, mi sono stancato delle affermazioni, a mio avviso diffamatorie, di alcuni esponenti del centrosinistra che continuano a definirmi “uomo di Fratelli d’Italia”. Sono stato candidato in una coalizione che aveva anche il sostegno di Fratelli d’Italia. Un sostegno vanificato perché siamo andati divisi. Lo dico con forza e posso provarlo: ho cercato più volte il confronto con l’altro candidato del centrodestra, senza esito”.
Montelatici entra poi nel dettaglio: “A Campi Bisenzio la divisione è avvenuta per rancori personali di alcuni esponenti della Lega e per legami di Forza Italia con l’altro candidato. Il risultato è stato regalare l’amministrazione alla sinistra. Se il centrodestra fosse stato unito, oggi il sindaco sarebbe di centrodestra. Riconosco al sindaco Andrea Tagliaferri il merito di aver concluso il Piano operativo comunale e di avere recuperato la circonvallazione ovest, opera persa dalla precedente amministrazione e da me denunciata in campagna elettorale. Sotto la sua guida sono partiti i progetti della Casa di comunità e si stanno ultimando le opere del Pnrr. Ma preciso che la gestione dei lavori consiliari legati al Poc è stata condotta da me e dalla mia vice, Elena Fiesoli, con apprezzamento trasversale, purtroppo non dalle forze politiche campigiane. Su un punto avrei agito diversamente: la sicurezza. Campi Bisenzio è una città insicura. Non essendoci un Ufficio di governo, il sindaco è ufficiale di Governo. Ha quindi responsabilità diretta in materia di sicurezza urbana e ordine pubblico, oltre al potere di ordinanza. Non sono un uomo di destra né di sinistra. Sono un cittadino al servizio delle istituzioni, che crede in trasparenza e tutela della comunità”.
Guardando invece a se stesso dice: “Nel mio percorso ho creduto in Matteo Renzi nel Pd e poi ho accettato la candidatura della Lega a Firenze perché cercava l’area cattolica moderata da cui provengo. Nel 2019 quell’area portò sei consiglieri in Palazzo Vecchio. Poi abbiamo compreso cosa fosse la Lega e siamo tornati in area centrista. Vengo dalla cultura della Democrazia Cristiana. Sono anticomunista e antifascista e credo nei valori della Resistenza. Mio nonno era partigiano. In famiglia non mi è mai stato imposto nulla: mio padre era di sinistra e ateo, mia madre cattolica e democristiana. Chiedo rispetto per gli altri ed esigo rispetto per il ruolo che ricopro. Sono la seconda carica istituzionale del Comune. È grave quando in eventi pubblici la figura del presidente del consiglio non viene nemmeno considerata. È una mancanza di rispetto verso l’istituzione e la comunità”.
Infine uno dei grandi temi che riguarda Campi Bisenzio e di grande attualità: “Ritengo la tramvia un’opera strategica, l’ho detto in campagna elettorale e lo confermo. Non condivido però il tracciato: per me l’ideale era il prolungamento della T2 dall’aeroporto, non la T4. Ho votato contro l’ultimo atto di Pd, M5s, Italia Viva e lista Nucciotti Sindaco non nel merito, ma nel metodo. Era un atto strumentale. Gli strumenti per confrontarci esistono già: le commissioni permanenti, in particolare la Commissione 2 presieduta prima da Giancarlo Paolieri e oggi da Andrea Morreale. Le commissioni sono pubbliche e vi possono intervenire enti, tecnici e cittadini. Su temi così importanti servono atti concreti, non iniziative che generano disinformazione. Chiudo ribadendo chi sono: un uomo moderato di centro e uomo delle istituzioni che rispetta la Costituzione, il Regolamento del Consiglio e il Tuel. Continuerò a lavorare per il bene di Campi Bisenzio”.
