FIRENZE – Non si ferma il dibattito in merito al nuovo ponte sull’Arno che nei giorni scorsi ha visto la posa della prima pietra (Prima pietra del ponte fra Lastra a Signa e Signa. Obiettivo mille giorni per vedere terminare i lavori – Piana Notizie). A tornare sull’argomento è Legambiente che ribadisce come “il ponte fra i due Comuni sia un’opera dannosa e il cui impatto ambientale non sarebbe sostenibile e non risolverebbe neanche il problema del traffico visto che dalla Fi-Pi-Li arriverebbero i mezzi pesanti”. L’associazione ambientalista aveva richiesto alla Regione “di attendere la risposta al ricorso presentato alla presidenza della Repubblica con l’associazione Vas, nel novembre scorso, sulla realizzazione del tracciato stradale del nuovo ponte sull’Arno. Gli elementi cruciali del ricorso sono stati la mancanza di dibattito pubblico e il motivo di abbandono del precedente progetto, la Bretellina, che passava dentro la zona chiamata Piano Manetti, indicata oggi come area di compensazione delle aree umide “obliterate” dal nuovo aeroporto”.
“Evidenziamo il fatto che le organizzazioni ambientaliste, in primis Legambiente, avevano chiesto di attendere il risultato del ricorso al presidente della Repubblica, – dicono dal circolo Legambiente “di là d’Arno” di Lastra a Signa – ma dobbiamo oggi prendere atto che dalla Regione non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Inoltre, in cinque anni non ci è mai stata concessa un’assemblea pubblica sull’argomento. La realizzazione del ponte è condizionata dal nuovo Masterplan 2035 dell’aeroporto di Firenze. Il ponte, infatti, avrebbe dovuto essere costruito più a monte, secondo il tracciato della cosiddetta Bretellina, che aveva messo tutti d’accordo. Poiché però quel tracciato avrebbe interferito con il “Piano Manetti”, dove oggi invece è prevista da Toscana Aeroporti la realizzazione dell’opera di compensazione relativa allo spostamento del lago di Peretola, ecco la soluzione che “sventra” due parchi, quello fluviale di Lastra a Signa, in riva sinistra, e i Renai, nel territorio di Signa, in destra idraulica”.
“Ci sembra pertanto incongruo – concludono – che l’avvio di un’opera di questo impatto, a cui tutte le organizzazioni ambientaliste sono contrarie poiché minaccia l’area protetta della rete “Natura 2000” a Signa e il parco fluviale di Lastra a Signa, sia stata celebrata come una festa. Ci chiediamo anche chi pagherà i milioni di danni legati alla costruzione del ponte in caso di risposta positiva del ricorso al presidente della Repubblica che, lo ricordiamo, è cruciale anche per bloccare la curiosa compensazione indotta dall’aeroporto di Peretola”.
