Presidio Anpi, Arci e Cgil a Firenze, il Sap non ci sta: “No al processo di piazza contro i poliziotti”

FIRENZE – Il Sap (sindacato autonomo di Polizia) Firenze esprime profonda indignazione per il presidio promosso questa sera, 21 luglio, davanti alla Prefettura di Firenze da Anpi, Arci e Cgil. “Già il titolo scelto, – si legge in una nota – “È stato morto un uomo”, non sembra una semplice richiesta di verità: contiene un’accusa e anticipa una sentenza. […]

FIRENZE – Il Sap (sindacato autonomo di Polizia) Firenze esprime profonda indignazione per il presidio promosso questa sera, 21 luglio, davanti alla Prefettura di Firenze da Anpi, Arci e Cgil. “Già il titolo scelto, – si legge in una nota – “È stato morto un uomo”, non sembra una semplice richiesta di verità: contiene un’accusa e anticipa una sentenza. La morte di Abderrahim Fakir è una tragedia sulla quale deve essere fatta piena luce. Saranno la magistratura, l’autopsia, le immagini complete e le bodycam a ricostruire quanto accaduto. Non può essere una piazza a stabilire le responsabilità sulla base di un filmato che, come precisato dalla stessa Procura, non documenta l’intera sequenza dei fatti”.

A entrare nel merito della questione è Massimo Bartoccini, segretario provinciale del Sap di Firenze (nella foto): “Sono profondamente indignato. Disumano è negare a due servitori dello Stato la presunzione d’innocenza. Disumano è indicarli come responsabili prima degli accertamenti. Disumano è utilizzare una tragedia per alimentare ostilità contro l’intera Polizia di Stato. La mobilitazione arriva all’indomani delle violenze avvenute proprio a Bologna. Il primo bilancio ufficiale parla di ottanta operatori delle forze dell’ordine feriti: lavoratori in divisa, con famiglie che li aspettavano a casa, colpiti mentre svolgevano il proprio servizio. Tra loro figurano 24 colleghi del Reparto Mobile di Firenze, ai quali va la piena vicinanza del Sap fiorentino”.

“Non vediamo oggi un’analoga mobilitazione, né appelli altrettanto indignati, per gli operatori feriti. Nessun presidio contro chi ha colpito le divise con pietre, bottiglie e bombe carta. Quando viene aggredito un poliziotto prevale troppo spesso il silenzio; quando c’è da metterlo sul banco degli imputati, la mobilitazione è immediata. Questa non è giustizia. È un’indignazione selettiva e ideologica. Mai avrei pensato di vedere un sindacato dei lavoratori partecipare a una manifestazione che mette sotto accusa altri lavoratori senza attendere gli accertamenti della magistratura. Anche i poliziotti hanno famiglie, diritti e dignità. Anche per loro devono valere le garanzie che la Cgil giustamente rivendica per ogni altra categoria”.

Il Sap Firenze invita tutte le organizzazioni coinvolte ad abbassare immediatamente i toni. Una tragedia così grave richiede rispetto, responsabilità e prudenza, non sentenze di piazza. “Lasciamo lavorare la magistratura. Cerchiamo la verità senza pregiudizi e senza impunità, ma anche senza processi sommari. Le sentenze non si scrivono con gli slogan e le garanzie valgono per tutti, anche per i poliziotti. Non vorremmo pensare che dietro questa mobilitazione vi sia la volontà di attaccare il Governo utilizzando le divise come bersaglio politico. Se questo fosse l’obiettivo, sarebbe gravissimo. Nessuno può condurre la propria battaglia sulla pelle delle Donne e degli Uomini della Polizia di Stato. Ognuno è responsabile delle proprie parole e del clima che contribuisce ad alimentare”.