Prove di campo largo fra proposte e divisioni da superare. Ma il lavoro più grande da fare sarà sui temi e su ciò che “conta” per il territorio

CAMPI BISENZIO – Prove di campo largo martedì sera alla festa de l’Unità organizzata dal Pd. Grazie a un dibattito che ha messo a confronto, l’una di fronte all’altra, proprio le forze politiche che il campo largo dovrebbero formarlo. Prima in occasione delle politiche dell’anno prossimo e quindi, alle amministrative del 2028. A cercare di […]

CAMPI BISENZIO – Prove di campo largo martedì sera alla festa de l’Unità organizzata dal Pd. Grazie a un dibattito che ha messo a confronto, l’una di fronte all’altra, proprio le forze politiche che il campo largo dovrebbero formarlo. Prima in occasione delle politiche dell’anno prossimo e quindi, alle amministrative del 2028. A cercare di capire come stanno le cose, in quello che è stato il primo incontro pubblico sull’argomento, oltre al Pd anche Sinistra Italiana, M5S e Avs-Europa Verde. Incontro che ha visto anche la presenza, fra il pubblico, di alcuni esponenti dell’attuale giunta, di consiglieri di maggioranza e, per un lungo tratto, del sindaco Tagliaferri.

Passando invece alle singole posizioni, “Partiamo da ciò che ci unisce”: è questa la sintesi che il Partito Democratico ha fatto al termine dell’incontro “Il cantiere dell’alternativa”, moderato dalla collega di Repubblica, Valentina Tisi, a cui hanno partecipato il segretario del Pd campigiano Alessandro Carmignani, il consigliere comunale del M5S Ernesto D’Agati, il portavoce di Avs – Europa Verde Paolo Della Giovampaola e il segretario di Sinistra Italiana Andrea Morreale.  “È stata un’iniziativa molto partecipata che ha riunito il mondo del centrosinistra, – dice Carmignani – il campo progressista deve iniziare a discutere partendo dai temi su cui siamo d’accordo. A parlare ci sono già il referendum sul lavoro e quello sulla giustizia che ci hanno visto lavorare insieme. Ma penso anche a temi come quello dell’equità fiscale e la sicurezza dei cittadini che sono emersi durante il confronto”. Temi che guardano al nazionale, ma il confronto è aperto anche sulle questioni che riguardano il territorio. “In ambito locale – prosegue – ci sono quattro temi centrali su cui potremmo lavorare: il rischio idraulico, la riqualificazione del centro storico, la mobilità e l’innovazione energetica, quattro temi nevralgici per Campi su cui potremo cominciare a discutere e portare soluzioni per la nostra comunità”.

“Le differenze ci sono, – ha aggiunto – lo abbiamo visto anche martedì sera, c’è chi fa riferimenti al passato e chi dice oggi siamo nel 2026 e guardiamo al 2040. È importante iniziare a lavorare sui temi e dalle prossime settimane dovremmo iniziare a incontrarci per mettere in piedi dei tavoli di discussione. Questo non deve essere qualcosa che dilaziona la discussione, ma che la rende concreta e l’unico modo per smussare gli angoli, anche personali, è parlare delle cose da fare. Dobbiamo lavorare insieme per creare un progetto politico nuovo che abbia come basi i grandi temi nazionali, tra i quali la condanna di tutte le guerre, la questione del disarmo, la difesa del lavoro, la redistribuzione del reddito, un sistema sanitario efficiente, il tema dei diritti e delle disuguaglianze e che tenga insieme anche questioni più locali di visione della nostra città per i prossimi 10/15 anni. È un progetto ambizioso, ma sono convinto che la volontà e la perseveranza possano davvero fare la differenza”. “Se vogliamo raggiungere un accordo – ha detto Ernesto D’Agati, consigliere comunale del M5S – dobbiamo guardare avanti e non a ciò che ormai fa parte del passato. Se Pd e Sinistra Italiana hanno qualcosa da chiarire fra di loro lo facciano, noi siamo pronti a dare il nostro contributo. Anche perché non dobbiamo dimenticare che uno dei principali nemici da battere resta l’astensionismo e noi, tutti noi, dobbiamo essere in grado di offrire una proposta che i cittadini possano apprezzare”.

“Il campo largo, – queste le parole di Morreale – se si concretizzerà, non nascerà nelle segreterie nazionali o regionali, né nei convegni. Nascerà nei territori, dal lavoro concreto, dalla capacità di costruire fiducia e di affrontare apertamente anche i nodi più difficili. Per discutere seriamente di campo largo a Campi Bisenzio dobbiamo partire dalla realtà della nostra comunità, dalla sua storia recente e dall’esperienza che i cittadini hanno scelto democraticamente. Noi siamo disponibili al confronto, ma questo deve partire dai contenuti, dal rispetto reciproco e dal riconoscimento delle esperienze già presenti sul territorio, coinvolgendo tutte le forze della sinistra e civiche. Abbiamo una visione di città che viene prima delle alleanze politiche: una città che si prende cura del territorio, contraria all’aeroporto, capace di guardare al futuro senza lasciare indietro nessuno e attenta ai bisogni delle persone più fragili. Nei prossimi mesi apriremo una discussione interna, a partire dall’attuale maggioranza, per verificare se esistano le condizioni per costruire un percorso comune. Perché, alla fine, le alleanze non si annunciano: si costruiscono”.

“La nota più significativa – ha aggiunto Della Giovampaola – è stata la presenza di esponenti dell’attuale giunta, di alcuni consiglieri di maggioranza e, per una parte dell’incontro, anche del sindaco. Per AVS – Europa Verde questo primo confronto pubblico tra le forze progressiste rappresenta un segnale importante: la volontà condivisa di avviare un percorso che porti alla costruzione, anche a Campi Bisenzio, di quel campo largo che a livello nazionale ha l’obiettivo di proporre un progetto nuovo e convincente per il paese, capace di offrire un’alternativa all’attuale governo. Le prossime elezioni politiche costituiranno un banco di prova decisivo anche per il nostro territorio. È qui, infatti, che le forze progressiste dovranno creare le condizioni per trovare un accordo in vista delle elezioni comunali del 2028. Le differenze esistono e sarebbe irrealistico negarlo, ma non possono essere gli elementi divisivi a impedire un percorso comune. Non lo è la questione aeroportuale, osteggiata non solo dalle forze progressiste ma anche da settori del centrodestra. Non può esserlo la tramvia, su cui, dopo un percorso complesso, la maggioranza, inizialmente divisa, ha infine confermato il tracciato originario approvandolo in consiglio comunale. Questo non significa che non vi siano temi su cui permangono posizioni diverse: è naturale che accada, così come avviene a livello nazionale su questioni come la patrimoniale. Ciò che serve è la volontà politica di confrontarsi e di cercare soluzioni condivise ai grandi problemi di Campi Bisenzio. Le priorità per Europa Verde sono chiare: la sicurezza idraulica, tema cruciale dopo gli eventi del 2023; la realizzazione di un vero centro cittadino, oggi inesistente e per il quale non esiste ancora una bozza di progetto; servizi efficienti e accessibili, che rispondano ai bisogni reali della popolazione; la sicurezza dei cittadini, che non si costruisce con slogan, come fa la destra, ma attraverso politiche sociali che riducano il disagio, promuovano l’accoglienza nel rispetto delle leggi e rafforzino la coesione democratica. In sintesi, una visione di città fondata su politiche progressiste, incompatibili con le ricette della destra, dalla quale occorre segnare un distacco netto”.

Sull’argomento è intervenuto anche Riccardo Nucciotti (Nucciotti Sindaco): “Il campo largo a Campi Bisenzio é un’opportunità sulla quale le forze politiche di centrosinistra devono puntare per il bene della nostra città, ma non può prescindere dalle liste civiche che in questi anni hanno rappresentato una possibilità di voto per i cittadini che non credono più tanto nei partiti “classici”. Parlo con cognizione di causa, parlo di chi, con una delle sue liste civiche ha preso l’8,46%, molto di più delle liste che oggi governano Campi, compreso il M5S. Al dibattito sul campo largo di martedì sera, al quale ho assistito da spettatore, ho ascoltato attentamente le parole dei rappresenti di Pd, M5S, Europa Verde e Sinistra Italiana e, se posso permettermi, vorrei dire che per forza “non si fa neanche l’aceto”. Inoltre sarebbe opportuno parlare di temi che uniscono e non di quelli che dividono. Infine, per me fondamentale, si può e si deve parlare al mondo della sinistra, ma si deve, obbligatoriamente, parlare al mondo che guarda al centro, ai cittadini che quotidianamente vivono la città con le sue difficoltà: lavoro, scuola, rifiuti e oggi, tema caldo, la sicurezza. Non possiamo nasconderci e non possiamo far finta che la sicurezza a Campi non sia un tema su cui, in collaborazione con le forze dell’ordine, si deve lavorare. Ma penso anche al parco della Piana e, di conseguenza, all’unione di tutte le forze politiche che sono contro la realizzazione della nuova pista aereoportuale. Così come penso alla Taric. Parlare di campo largo è giusto, però è fondamentale partire dai programmi, mettendo insieme idee che servono alla nostra comunità e, soprattutto, ascoltando i cittadini: chi vuole fare politica per la sua città, deve viverla e deve, soprattutto saper affrontare le critiche”.