SIGNA – Quarantadue anni e tre mesi. Un periodo lunghissimo della propria vita. Quasi una vita nella vita. Iniziato il 1 marzo 1984 e concluso il 30 giugno scorso. Giorno in cui Fabio Caciolli è andato in pensione e non è più il comandante della Polizia locale signese. La conclusione di un percorso che aveva preso il via ovviamente come agente per poi essere successivamente nominato funzionario (2000), vicecomandante (2005) e, infine, nel 2016 alla guida del Comando quando subentrò al posto di Alessandro Spinelli al momento della sua pensione. L’occasione, quindi, per tracciare un bilancio, seppur sommario, di quello che è stato questo quasi mezzo secolo in divisa. Sommario soltanto per l’esiguità dello spazio a disposizione, perché i ricordi si intrecciano fra di loro come i fili di una maglia ed è meglio continuare a tenerli uniti per non fare torto a un episodio piuttosto che a un altro e correre il rischio che questa maglia poi sia… da buttare.
“E’ un lavoro che ho sempre amato, – racconta – fra l’altro anche mio babbo Lamberto è stato vigile urbano a Firemze. E la passione che ho sempre messo in tutto quello che ho fatto probabilmente l’ho ereditata da lui”. Tante, come dicevamo prima, le tessere del puzzle che poi ha composto la scritta 42. Un arco di tempo in cui il rapporto con le persone è cambiato, ma che nell’ex comandante è sempre rimasto improntato sulla volontà “di mantenere un rapporto diretto con il cittadino”. Su un territorio, come quello signese, che come estensione è quello più piccolo nella provincia di Firenze, ma non per questo non può essere scevro da attenzioni: “Penso alla nascita dei gruppi di controlli di vicinato, attualmente otto, che hanno preso il via su mio impulso, ma anche alla rete di defibrillatori installati nel capoluogo e nelle frazioni in collaborazione con la Pubblica Assistenza di Signa. E penso a tanti piccoli gesti quotidiani che mi hanno permesso di risolvere altrettante problematiche e a quelle non andate a buon fine, ma sempre nel rispetto delle parti e nella correttezza”.


E poi c’è naturalmente quanto fatto a stretto contatto con l’amministrazione comunale: “Il sistema delle soste a pagamento, con tariffe “cucite” a seconda delle necessità dei cittadini, la lotta alla microcriminalità, l’ampliamento della videosorveglianza (Signa dspone oggi di novanta fra telecamere e Targasystem)”. Caciolli, infatti, si è speso molto in quello che è stato il passaggio dall’uso della carta alle nuove tecnologie, un impegno nato dalla spinta e dal desiderio di facilitare il lavoro, suo e degli agenti che lo hanno coadiuvato. E poi naturalmente c’è la nuova sede del Comando, “sicuramente il risultato più bello raggiunto da comandante, ma anche nel ricordo di quando ero agente. Con spazi decisamente più adeguati” e tanti dettagli che lui ha seguito personalmente.
Poi, però, nella vita arriva anche il momento in cui c’è la necessità di sperimentare dell’altro, di fare qualcosa di nuovo: “Bisogna essere bravi a capire quando questo momento arriva ed è giusto uscire di scena”. E Caciolli, pur avendo l’opportunità di poter continuare a lavorare, questa scelta l’ha fatta alla fine di giugno quando comunque aveva già raggiunto i requisiti per andare in pensione: “Signa mi ha dato tanto, adesso voglio ricambiare”. E per questo ha già iniziato un nuovo percorso, quello di volontario alla Pubblica Assistenza di Signa. Dal suono di una sirena a un altro, da una divisa a un altro tipo di divisa. Ma sempre sul territorio signese.
