POGGIO A CAIANO – Il Comune di Poggio a Caiano non ci sta a pagare circa 50.000 euro (più Iva) per il percorso più lungo che devono sostenere gli autobus di Autolinee Toscana, in seguito al senso unico di marcia istituito in via Vittorio Emanuele dopo la sentenza del Consiglio di Stato e della conseguente ordinanza della Provincia di Prato e dopo il rifiuto della stessa Provincia di riaprire ponte al Molino a doppio senso di circolazione. “E’ inaccettabile che siano i cittadini di Poggio a Caiano a pagare il conto di una decisione che il Comune non ha voluto, non ha richiesto e non ha adottato”, dichiarano il vicesindaco Diletta Bresci e gli assessori Piero Baroncelli, Patrizia Cataldi e Leonardo Mastropieri.
“È inaccettabile che quasi 50.000 euro, più Iva, di risorse pubbliche vengano sottratti alla comunità per coprire le conseguenze di un provvedimento imposto da altri enti. Chi ha assunto quella decisione deve assumersene anche le responsabilità economiche. La cifra richiesta è inerente l’anno in corso ma per il periodo prima dell’istituzione del doppio senso su via Vittorio Emanuele da noi voluto non è che ci aspettano brutte sorprese con altre richieste in termini economici?”: l’amministrazione comunale sottolinea di come la Provincia di Prato abbia respinto la proposta avanzata dal Comune di realizzare una corsia preferenziale su via Vittorio Emanuele per autobus e mezzi di soccorso, soluzione che avrebbe consentito di limitare l’allungamento dei percorsi e contenere i costi del trasporto pubblico.
“E poi – concludono gli assessori – sempre la Provincia aveva dato il suo parere positivo per il doppio senso di marcia su ponte a Molino e in questo modo gli autobus diretti a Prato non sarebbero stati costretti a percorrere via Oriana Fallaci. Invece, l’amministrazione provinciale si è poi detta contraria e ponte al Molino è, per ora, rimasto a senso unico”. Nello specifico, una nota della direzione mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico locale della Regione Toscana mette nero su bianco i costi in più da dover sostenere: per la deviazione su ponte al Molino, la previsione parla di oltre 36.000 euro, mentre per la deviazione su ponte all’Asse (attiva da febbraio di quest’anno) la cifra prevista supera i 13.000 euro per un totale di quasi 50.000 euro.
