Stili di vita degli adolescenti: due su dieci hanno sperimentato il “binge drinking”

FIRENZE – Più di un adolescente su dieci è in sovrappeso, due su dieci non fanno colazione nei giorni di scuola. Però bevono meno bibite zuccherate/gassate rispetto agli anni precedenti. Solo uno su dieci fa attività fisica quotidiana, e uno su quattro trascorre più di due ore al giorno in attività sedentarie. Due su dieci […]

FIRENZE – Più di un adolescente su dieci è in sovrappeso, due su dieci non fanno colazione nei giorni di scuola. Però bevono meno bibite zuccherate/gassate rispetto agli anni precedenti. Solo uno su dieci fa attività fisica quotidiana, e uno su quattro trascorre più di due ore al giorno in attività sedentarie. Due su dieci hanno sperimentato il binge drinking (più bevande alcoliche nella stessa occasione), quattro su dieci hanno avuto esperienze di gioco d’azzardo, uno su dieci ha fumato uno spinello. Meno di uno su dieci ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo, un dato più basso rispetto a quello nazionale.

Sono alcuni dei dati che emergono dai risultati del programma HBSC (Health Behaviour in School-aged Children), che dal 1983 coinvolge 49 nazioni in Europa e Nord America, L’indagine, condotta ogni 4 anni, viene realizzata in collaborazione con l’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa, utilizzando un protocollo comune che consente di confrontare i dati raccolti nei diversi Paesi, e anche di valutare l’impatto delle azioni messe in campo.

Stamani l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi e Giacomo Lazzeri, professore aggregato del Dipartimento di medicina molecolare e dello sviluppo dell’Università di Siena, hanno presentato i risultati relativi al 2018. La raccolta dei dati, promossa e finanziata dal Ministero della salute, ha coinvolto tutte le Regioni ed è stata svolta in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, università e ricerca. L’Istituto Superiore di Sanità è stato l’ente coordinatore, affiancato dalle Università di Torino, Padova e Siena, che sono storicamente coinvolte nel coordinamento di questa indagine.

“Le informazioni che ci vengono da questo studio – è il commento dell’assessore Saccardi – sono per noi molto importanti, perché ci consentono di accrescere la nostra conoscenza e la comprensione dei comportamenti degli adolescenti che possono avere ricadute sulla loro salute, e in base a questo definire e orientare le politiche e gli interventi a sostegno, appunto, della salute dei ragazzi”.

“Questo studo va avanti da oltre trent’anni, e ogni Regione ha il suo campione – spiega Lazzeri – La Toscana è al di sotto delle medie nazionali e non emergono grandi problematiche. I fenomeni si sono stabilizzati nel tempo. L’aspetto importante è che tutte le scuole contattate hanno aderito, c’è stata una partecipazione del 100%”.