SIGNA – Zone del territorio che crescono, anche anagraficamente, e problemi che restano irrisolti. E’ il caso di via del Casone, strada parallela a via Argine Strada e che ha come “sfogo” i campi che da un lato confinano con via del Metolo e i Colli e dall’altro con la stessa via Argine Strada fino a Signa. Abitazioni, una strada, ma anche diverse viottole che con la campagna sono a stretto contatto. Sono la linea di confine. Abitazioni, aumentate con il passare del tempo e di conseguenza anche i residenti, che da anni devono fare i conti con gli scarichi di una fogna a cielo aperto (si parla di “acque chiare”). Quella fogna che in pratica serve a tutte le case della zona, più volte segnalata alle varie amministrazioni che si sono succedute, ma mai senza successo. Chi vive qui da più tempo parla addirittura di oltre cinquant’anni. E quella fogna continua riversarsi nei campi.
Fatto sta che, sommando tutti questi fattori, uno su tutti la vegetazione decisamente incolta lungo la strada vicinale al termine di via del Casone e su cui la fogna appunto “scarica”, la situazione è tornata di nuovo alla ribalta della cronaca. Infatti, dopo mail, Pec, richieste di intervento sia al Comune che ai vari enti interessati dalla situazione, l’ultimo atto in ordine cronologico è stata una nuova segnalazione, dell’inizio di giugno, inviata fra gli altri allo stesso Comune di Signa e ad Arpat, in cui i cittadini scrivono e denunciano “un’emergenza igienico-sanitaria per la presenza infestante di topi di fogna, ratti e blatte”. Denunciando al tempo stesso come “l’assenza di interventi tempestivi di derattizzazione e di pulizia della strada, vicinale, ma ad uso pubblico, sia alla base di tutto questo degrado”.
Anche altre le richieste fatte in questi anni, secondo i residenti in via del Casone, “sempre inascoltate”. Una situazione che nel settembre del 2024, prendendola sull’ironia, era sfociata “in un Aperifogna – aggiungono – con la presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni, e semplici cittadini, venuti ad ascoltare le nostre rimostranze”. Una vicenda di cui si è occupata anche l’opposizione che, per conto del gruppo di Uniti per Signa e del suo capogruppo Gianni Vinattieri, in due momenti distinti, ha presentato altrettante interrogazioni chiedendo, fra le altre cose, “quali impatti igienico-sanitari stanno comportando gli scarichi dell’area in via del Casone e quali iniziative e politiche intende assumere l’amministrazione comunale per dotare il “Casone” di un sistema fognario pubblico”.
L’ultima poche settimane fa, con tanto di risposta scritta da parte dell’amministrazione comunale: “Negli ultimi mesi sono stati avviati alcuni incontri preliminari, sia con i cittadini residenti dell’area interessata, sia con i tecnici del gestore del servizio Publiacqua, al fine di individuare una soluzione condivisa per la realizzazione di un sistema fognario a servizio della zona. Tenuto conto della situazione e delle relative problematiche, si sta lavorando a una soluzione che sia al contempo tecnicamente valida e sostenibile sotto il profilo economico, anche in considerazione della necessità di definire la ripartizione degli oneri tra soggetti pubblici e privati. Allo stato attuale sono in corso di valutazione diverse ipotesi tecniche, alcune delle quali presentano criticità legate alla conformazione del territorio che potrebbero influire sui tempi di realizzazione. Il confronto con i cittadini e con i tecnici del gestore del servizio è tuttora in corso”. In via del Casone aspettano continuano ad aspettare… fiduciosi.


(Nelle due foto: a sinistra la strada vicinale in un’immagine di qualche tempo fa, a destra un momento dell'”Aperifogna” del settembre 2024)
