SESTO FIORENTINO – La coalizione di centrosinistra composta da Pd, Sinistra Italiana, PerSesto e Movimento 5 Stelle candida ufficialmente Damiano Sforzi alla carica di sindaco per le prossime amministrative. Un accordo di cui già si ventilava nonostante i malumori all’interno del partito di piazza Ginori dilaniato da litigi e scelte di candidati, situazione che ha creato non poca confusione sulla possibilità o meno di decidere sulle primarie. Primarie cancellate da questo accordo giunto dopo che sono stati lanciati numerosi appelli per arrivare ad una sintesi su un nome, quello di Sforzi. Nella coalizione, per ora, manca Ecolò che, in una nota afferma “avevamo chiesto, se si volevano evitare le primarie, che si cercasse un nome unitario, diverso dai nomi già proposti, Beatrice (Corsi, ndr) avrebbe fatto volentieri un passo indietro. Invece di cercarlo ci si è inspiegabilmente incaponiti su un nome che non è unitario ma che noi consideriamo al contrario divisivo”. E aggiunge “Ecolò chiede, nuovamente, la possibilità di svolgere le primarie, ormai il 12 aprile, come proposto dal Pd pochi giorni fa, visto che tutti i termini per svolgerle il 29 sono saltati. Primarie che vedrebbero contrapposti, a questo punto, due assessori uscenti, due figure credibili ma portatrici di una visione e uno stile di azione diversi”. Presentandosi come candidato, Sforzi oggi ha detto che “la coalizione è aperta” poiché ha detto “Ecolò adesso ha bisogno, come dire, di un supplemento di indagine”. Soddisfatti per la sintesi raggiunta gli altri partiti della coalizione. “Questa coalizione diventa un cantiere di idee – dice Federico Giuntini segretario Sinistra Italiana – Il nostro appoggio parte dal 10 anni di buon lavoro con Falchi e Sforzi rappresenta la continuità”. Marco Salvadori di PerSesto sottolinea che “ci sarà bisogno di continuare il confronto con la città” e Luca Rossi Romanelli del Movimento 5 Stelle “per noi – dice – è semplice entrare nella coalizione dove troviamo omogeneità valoriale”.
“L’accordo votato ieri sera dall’assemblea del Partito Democratico per sostenere Damiano Sforzi è una resa senza condizioni che umilia il PD di Sesto e lo condanna alla subalternità. È stato imbarazzante ascoltarne i termini dalla voce della segretaria: nessun accordo per la carica di vicesindaco, nessuno dei temi dirimenti cari alla segreteria inserito nel programma di coalizione”. È quanto si legge in una nota dei sostenitori Pd di Claudia Pecchioli, dimostrazione ancora una volta che le ferite interne al partito di piazza Ginori non sono sanate e la scelta di arrivare ad “una sintesi” in questo caso sul nome di Damiano Sforzi non ha messo tutti d’accordo. “L’unica concessione fatta dalla coalizione – si legge nella nota dei sostenitori di Pecchioli – è la libertà di poter parlare in campagna elettorale di temi come il Rinascita, ma senza la possibilità di vederli realizzati nei cinque anni di governo, visto il mancato accordo della coalizione”.
Non mancano le critiche, accese, sul comportamento del Pd di queste ultime settimane. “Per quattro mesi i nostri dirigenti del partito, legati a vecchi meccanismi di potere, hanno tenuto bloccata la coalizione – prosegue la nota – e il partito fingendo di voler fare le primarie, hanno avversato gli amministratori che hanno ben lavorato e non sono riuscita ad illustrare il percorso del partito verso le elezioni, percorso che evidentemente non esiste e non è mai esistito”. E ancora. “La segretaria ha accettato di farsi commissariare dal presidente Giani, – si legge – ignorando le iscritte e gli iscritti che in tutti questi mesi non sono mai stati convocati e mancando per tre volte il voto sull’accordo in assemblea, un fatto inaudito che ha coperto di ridicolo il partito e ne ha minato l’autorevolezza. Lo stesso gruppo dirigente che ha portato il Pd sestese ai peggiori risultati elettorali della sua storia si rende responsabile di questa nuova pagina di pessima politica. A perdere, prima ancora di iniziare questa campagna elettorale, è la nostra comunità politica e tutto il centrosinistra che, con un percorso diverso e con lo strumento delle primarie, si sarebbe potuto presentare con maggiore autorevolezza alla città”.
La segretaria del Pd Sara Bosi ribadisce che non c’è stato alcun commissariamento “non mi risulta di essere stata commissariata – dice e aggiunge – ed è stato scongiurato il commissariamento come dimostra di aver ottenuto la maggioranza solida e larga, una maggioranza più che qualificata” sul nome di Sforzi. Anche se nelle settimane scorse il Pd sestese aveva proposto il nome di Giulia Barducci (figlia dell’ex sindaco Andrea Barducci). “Avevamo difficoltà in più per arrivare alle primarie con due candidati (Pecchioli e Barducci, ndr) – dice Bosi – di fronte a questa prospettiva abbiamo lavorato per una sintesi nella coalizione”. “Ieri sera l’assemblea comunale del Partito Democratico di Sesto Fiorentino ha approvato l’accordo di programma per la prossima legislatura, accogliendo contestualmente la candidatura a sindaco della coalizione di centrosinistra di Damiano Sforzi” si legge nella nota del Pd.
“È il punto di arrivo di un percorso politico serio e responsabile che ha messo al centro non gli interessi di parte, ma il futuro della città. – prosegue la nota – Sesto Fiorentino ha una lunga tradizione democratica e progressista e siamo convinti che proprio da qui possa arrivare un segnale chiaro: solo un centrosinistra unito, credibile e capace di fare squadra può contrastare l’avanzata della peggiore destra di sempre, a livello locale come nel Paese”. “Ci auguriamo – conclude la nota – che tutte le forze politiche con cui abbiamo governato negli ultimi cinque anni possano proseguire insieme questo percorso anche nei prossimi cinque, rafforzando ulteriormente la coalizione con l’ingresso del Movimento 5 Stelle”.
