SIGNA – E’ stato ritrovato senza vita l’uomo di 53 anni, di nazionalità cinese, ma residente a Campi Bisenzio, che questa mattina era scomparso in un lago nell’area dei Renai (esterna al parco, dove sono vietate sia la pesca che la balneazione). Per cause ancora da chiarire, l’uomo sarebbe finito in acqua per liberare la lenza della propria canna da pesca rimasta impigliata sul fondale del lago. Da quel momento, però, non è più riemerso in superficie, inghiottito dall’acqua davanti agli occhi impotenti di chi si trovava in zona. A lanciare l’allarme un amico che era con lui, che ha chiamato i soccorsi e un mediatore culturale che a sua volta ha contattato il 112. E’ successo tutto poco dopo le 13: sul posto si sono attivati i Vigili del fuoco di Firenze con un gommone, il nucleo sommozzatori di Livorno e i Carabinieri della Compagnia di Signa. Purtroppo, dopo un paio d’ore, il corpo dell’uomo è stato ritrovato senza vita.
“Questa mattina – scrive su Facebook il sindaco Giampiero Fossi – mi sono recato al Parco dei Renai insieme al vicesindaco Marinella Fossi, per seguire da vicino l’evolversi delle operazioni di soccorso e per esprimere la vicinanza dell’amministrazione comunale. Con profondo dolore abbiamo appreso del ritrovamento senza vita dell’uomo, residente a Campi Bisenzio, che ha perso la vita nel lago situato nell’area esterna dei Renai. A nome dell’amministrazione comunale desidero esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli erano vicini. Questa drammatica vicenda ci ricorda quanto sia fondamentale rispettare le norme di sicurezza. L’area in cui è avvenuto l’incidente è infatti soggetta a divieto di pesca e di balneazione: disposizioni introdotte proprio per tutelare l’incolumità delle persone”.
“Mi aggiungo al dolore della famiglia e degli amici dell’uomo scomparso oggi nel lago dei Renai, – dice Daniele Donnini, presidente della società di gestione, Isola dei Renai – in un’area che non rientra nel perimetro del parco, attualmente oggetto di lavori per la realizzazione della cassa d’espansione e dove persiste da anni, come su tutto il lago, il divieto di pesca e balneazione. L’unica area balneabile è quella prospiciente e limitata all’altezza della spiaggia del lotto 1. C’è una ragione. In passato, quando l’area delle cave dei Renai era completamente abbandonata diverse persone hanno perso la vita facendovi il bagno. La consapevolezza di quanto accaduto ha imposto negli anni dei limiti ben precisi, oltre a rigorose norme di sicurezza. Oggi purtroppo è un giorno triste”. “Sono profondamente rattristato – aggiunge Andrea Marzi, Ad di Isola dei Renai Spa – per l’accaduto e mi stringo al dolore della famiglia e degli amici per la perdita del loro caro. Le norme di sicurezza vietano di entrare in quella zona recintata e con cartelli di divieto d’accesso. Davanti a una tragedia del genere non si può che essere costernati e sperare che non succedano più cose simili. Sentite condoglianze da parte di tutti gli operatori del Parco dei Renai”.

