Cuscito (FN): “L’Anpi vuole censurare la presentazione di un libro dedicata alla memoria degli italiani d’Istria, è un errore grave”

SIGNA – “Rimaniamo sinceramente sorpresi dal comunicato dell’Anpi (Anpi: “No alla presentazione di un libro nell’estate signese con un rappresentante di Futuro Nazionale” – Piana Notizie) contro la presentazione del volume “Diario di un prigioniero istriano, un’iniziativa dedicata alla memoria delle persecuzioni subite dagli italiani d’Istria e delle vittime del regime comunista jugoslavo di Tito”…”: […]

SIGNA – “Rimaniamo sinceramente sorpresi dal comunicato dell’Anpi (Anpi: “No alla presentazione di un libro nell’estate signese con un rappresentante di Futuro Nazionale” – Piana Notizie) contro la presentazione del volume “Diario di un prigioniero istriano, un’iniziativa dedicata alla memoria delle persecuzioni subite dagli italiani d’Istria e delle vittime del regime comunista jugoslavo di Tito”…”: a dirlo è Andrea Cuscito, segretario provinciale di Futuro Nazionale Firenze, che poi aggiunge: “Colpisce che si tenti di trasformare in uno scontro politico un appuntamento che nasce innanzitutto come momento di testimonianza storica e culturale. Il libro racconta la drammatica esperienza di un italiano imprigionato nei campi jugoslavi dopo la guerra, una pagina della nostra storia nazionale che per troppo tempo è stata dimenticata o relegata ai margini del dibattito pubblico”.

“Alla presentazione – continua – prenderanno parte, oltre al coordinatore dell’Unione degli Istriani Giampaolo Giannelli, fra gli altri, anche il sindaco di Signa, Giampiero Fossi, e rappresentanti istituzionali di diverso orientamento politico. Questo dovrebbe essere il segno della volontà di ricordare una tragedia nazionale che appartiene a tutti gli italiani, non il pretesto per alimentare nuove divisioni. Sorprende inoltre che venga contestata la presenza di un rappresentante di Futuro Nazionale, quasi che l’appartenenza politica debba diventare un criterio per stabilire chi possa o non possa partecipare a un’iniziativa pubblica. La democrazia funziona esattamente al contrario: il confronto si favorisce, non si impedisce”.

“Dispiace constatare che ci sia ancora chi fatica a riconoscere che il ricordo delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle persecuzioni subite dagli italiani sotto il regime di Tito appartiene alla memoria della Repubblica e non a una sola parte politica. Cercare di delegittimare un’iniziativa dedicata a questi temi significa mancare di rispetto, prima ancora che agli organizzatori, alle vittime e alle loro famiglie. Ancora più singolare – conclude – è il fatto che venga contestata la presenza di un parlamentare che partecipa anche in ragione della propria storia familiare, essendo figlio di un ex prigioniero del regime titino. Davanti a testimonianze di questo tipo dovrebbe prevalere il rispetto umano e storico, non la polemica ideologica. Noi saremo presenti con spirito di ascolto e di rispetto, convinti che la memoria non debba avere censure né steccati ideologici. Se qualcuno ritiene che ricordare gli italiani perseguitati e imprigionati sia motivo di scandalo, il problema non è certamente di chi organizza una presentazione di un libro, ma di chi continua a guardare la storia con il filtro dell’appartenenza politica. La memoria delle vittime non è né di destra, né di sinistra. È patrimonio dell’Italia. E proprio per questo dovrebbe unire, non dividere”.