Morte sul lavoro, Giani: “Una morte che ci addolora e ci indigna”

SESTO FIORENTINO – “Chiarire le dinamiche dell’ennesima morte sul lavoro, che ci addolora e ci indigna profondamente”. Così il presidente Eugenio Giani ha commentato la notizia della morte di un operaio 48enne avvenuta questa mattina in un cantiere a Sesto Fiorentino, Firenze. Il decesso sarebbe avvenuto perché l’uomo sarebbe rimasto colpito da un macchinario, ma […]

SESTO FIORENTINO – “Chiarire le dinamiche dell’ennesima morte sul lavoro, che ci addolora e ci indigna profondamente”. Così il presidente Eugenio Giani ha commentato la notizia della morte di un operaio 48enne avvenuta questa mattina in un cantiere a Sesto Fiorentino, Firenze. Il decesso sarebbe avvenuto perché l’uomo sarebbe rimasto colpito da un macchinario, ma la dinamica è tutt’ora in corso di accertamento. “Inaccettabile. Serve un ulteriore sforzo per la prevenzione a tutti i livelli istituzionali, perché questi episodi non accadano più – ha detto ancora il presidente -. Gli sforzi, gli investimenti, i controlli, la formazione sulla sicurezza, devono essere in grado di prevenire una volta per tutte questi accadimenti, altrimenti tutto risulta inutile. Serve uno sforzo collettivo ancora maggiore per estirpare questa piaga delle morti sul lavoro che è una vera emergenza nazionale. Alla famiglia esprimo il cordoglio della Regione insieme alla volontà che sia fatta piena luce su quanto accaduto” ha concluso il presidente.

Sull’accaduto è intervenuto anche il segretario del Pd regionale, Emiliano Fossi: “La morte del lavoratore di 48 anni a Sesto Fiorentino è l’ennesimo, straziante dolore che colpisce la nostra comunità e di fronte al quale esprimo il più profondo cordoglio alla famiglia. Non è possibile uscire di casa per andare a guadagnarsi da vivere e non fare più ritorno: la sicurezza nei cantieri e in ogni luogo di lavoro non può essere considerata un costo o una variabile secondaria, ma deve diventare la priorità assoluta dell’agenda politica e sociale. È urgente attivare controlli più stringenti, sanzioni severe per chi non rispetta le norme e un grande piano di investimenti sulla formazione. Davanti a questa continua strage silenziosa non bastano più i messaggi di indignazione, serve un patto nazionale straordinario che metta la vita umana sopra ogni profitto”.