Verso il 1 maggio, Acli Toscana: “Il lavoro torni a essere valore, non un costo da tagliare. Servono salari giusti”

FIRENZE – “Il lavoro non può essere ridotto a una voce di bilancio o a un costo da comprimere. Deve tornare a essere un valore, uno spazio di partecipazione, autonomia e costruzione del futuro, soprattutto per i giovani che oggi faticano a vedere nel lavoro una prospettiva stabile e dignitosa”. A dirlo è Elena Pampana, presidente di […]

FIRENZE – “Il lavoro non può essere ridotto a una voce di bilancio o a un costo da comprimere. Deve tornare a essere un valore, uno spazio di partecipazione, autonomia e costruzione del futuro, soprattutto per i giovani che oggi faticano a vedere nel lavoro una prospettiva stabile e dignitosa”. A dirlo è Elena Pampana, presidente di Acli Toscana, in vista del 1 maggio, lanciando il manifesto nazionale delle Acli “Pace, Lavoro e Dignità”. “Viviamo una fase storica segnata da profonde trasformazioni economiche e sociali – continua Pampana – in cui crescono il lavoro povero, la precarietà e le disuguaglianze salariali, con conseguenze pesanti sulle famiglie e sulle possibilità di costruire un progetto di vita. Quando il lavoro perde qualità e sicurezza, non si indebolisce solo l’economia, ma la stessa coesione sociale”.

“Il lavoro, si legge nel manifesto nazionale delle Acli, rappresenta una leva fondamentale per la democrazia e la partecipazione sociale. Per questo – sottolinea la presidente – chiediamo politiche capaci di promuovere lavoro stabile, sicuro e di qualità, contrastare il lavoro povero e garantire salari giusti. È necessario investire con decisione nella formazione professionale, che deve diventare una vera infrastruttura di cittadinanza e mobilità sociale, capace di offrire opportunità concrete sia ai giovani sia agli adulti”. “Il 1 maggio – prosegue Pampana – non è solo una ricorrenza simbolica, ma un’occasione per ribadire con forza la centralità del lavoro nella costruzione di una società più equa. Dove il lavoro è equo e dignitoso cresce la partecipazione, si rafforza la fiducia nelle istituzioni e si crea una comunità più giusta. Al contrario, precarietà e bassi salari alimentano insicurezza, disuguaglianze e disillusione, soprattutto tra le nuove generazioni”. Nel solco della campagna nazionale “Pace, lavoro e dignità”, anche in Toscana le Acli promuoveranno iniziative pubbliche e momenti di confronto per riportare il lavoro al centro del dibattito sociale e politico, coinvolgendo territori, associazioni e comunità locali.